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Per la prima volta oggi si fermerà l’intero sistema dell’informazione primaria, con assemblee in contemporanea di tutte le agenzie di stampa. Per qualche ora sarà il primo black out delle ‘fonti’ di notizie che alimentano il sistema dell’editoria italiano.

L’iniziativa è stata decisa per protestare contro la decisione del Governo di rivedere il sistema delle convenzioni con le agenzie di stampa abdicando al ruolo politico di garanzia del pluralismo e qualità dell’informazione e di tutela degli interessi del Paese che la Presidenza del Consiglio ha svolto da decenni, e mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro.

Crea estremo allarme la scelta del Governo di aver prospettato una soluzione, quella delle gare europee: rinnega il percorso fin qui fatto e gli stessi obiettivi che la Presidenza del Consiglio aveva dichiarato con la recente riforma poi bocciata dalla Giustizia amministrativa; rinuncia ad una visione politica affidando tutto a freddi criteri burocrativi; apre le porte dell’informazione primaria italiana a aziende editoriali straniere. Non è mai accaduto in nessun altro Paese: al contrario, in tutta Europa il sistema di informazione delle Agenzie di stampa è tutelato dai diversi Governi come interesse pubblico primario.

Agenzie di stampa, la Fnsi al fianco dei giornalisti in assemblea. Lorusso: “Evitare bando europeo, Governo lavori a legge di sistema”

«Pieno sostegno ai giornalisti delle agenzie di stampa e alle iniziative che sono pronti a mettere in campo per difendere i posti di lavoro, a cominciare dal black out del flusso di notizie che partirà dalle 14 e andrà avanti per qualche ora». Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

«La decisione del governo – prosegue – di procedere con un bando di gara europeo per sottoscrivere i contratti di servizio, se non rivista, rischia di mettere in crisi il settore dell’informazione primaria, con pesanti ripercussioni sul piano occupazionale e grave pregiudizio per un bene pubblico fondamentale, qual è appunto l’informazione. I margini per scongiurare un epilogo drammatico ci sono ancora. È condivisibile, da questo punto di vista, il ragionamento del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sul rapporto fra governo e agenzie di stampa. Si tratta di un settore delicato che richiede certezze di regole e di risorse. Uniformarsi all’Europa, da questo punto di vista, deve significare mettere a punto e approvare in tempi brevi una legge di sistema, come già avvenuto in altri Paesi, e non certo procedere con un bando di gara europeo. È pertanto opportuno che, pur nel rispetto della normativa vigente, il governo si assuma la responsabilità politica di presentare alle Camere un ddl da approvare in tempi brevi, facendo in modo che le nuove norme per il settore entrino in vigore dal primo gennaio 2018 e prevedendo un regime transitorio per il secondo semestre del 2017».

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