Orlando

“E’ arrivato il momento di mettere le cose in chiaro: Facebook non può essere piu’ considerato un semplice veicolo di contenuti. Se su una bacheca vengono condivisi messaggi d’odio, o propaganda xenofoba, e’ necessario che se ne assuma le responsabilita’ non solo chi ha pubblicato il messaggio ma anche chi ha permesso a quel messaggio di essere letto potenzialmente in tutto il mondo”. Ad affermarlo e’ il ministro della Giustizia, , in un colloquio con ‘Il Foglio’, in un periodo in cui il tema delle bufale in circolo sulla rete e l’impatto che esse hanno sulla vita reale delle persone è diventato di particolare attualità, spingendo diversi giganti tech, in primis la stessa Facebook, a prendere delle contromisure per arginarne la diffusione.

“Al momento non esiste una legge che renda Facebook responsabile ma di questo discuteremo in sede europea prima del G7, per mettere a tema il problema senza ipocrisie”, ha spiegato il ministro. “Dire che Facebook deve responsabilizzarsi non significa voler punire Facebook”, ha puntualizzato, “ma significa voler combattere contro un grande pericolo che vivono le nostre democrazie. La retorica sulla disintermediazione ci ha permesso di fotografare bene un fenomeno ma non ci ha permesso di capire bene le sue problematiche”.

“I corpi intermedi, vittime della disintermediazione, devono ragionare sui loro errori e chiedersi come e’ possibile che oggi venga ritenuto autorevole o credibile, senza alcuna verifica alla fonte, il primo politico che passa o la prima notizia che passa. Dall’altro lato pero’ e’ necessario impegnarsi per non alimentare, su nessun piano, una spirale che rischierebbe di essere devastante. Quella che prevede l’affermazione di un principio pericoloso: cio’ che e’ virale diventa verosimile a prescindere se cio’ che si condivide sia vero oppure no”.

“Le notizie false ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ma prima di rassegnarci a vivere nella giungla della disintermediazione senza regole e’ bene che la politica faccia la sua parte e che provi con tutte le forze a disincentivare l’affermazione delle post verità”, ha ribadito.” Non sara’ l’anticorpo perfetto ma la trasformazione di Facebook in qualcosa di simile a un editore e’ un passaggio cruciale in questo senso”, ha detto, richiamando anche le parole di Mark Zuckerberg che nei giorni scorsi ha ammesso come il social abbia oggi un ruolo nuovo, che va oltre a quello di semplice distributore di contenuti. “Sia per il mondo della tecnologia sia per il mondo della politica. Qui non stiamo parlando solo di Facebook, stiamo parlando del futuro della nostra democrazia”, ha concluso.

Il guardasigilli italiano non è l’unico che in questi giorni ha parlato delle false notizie. Anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è espresso sul tema, affermando, in alcune dichiarazioni riprese dai media tedeschi, che Facebook e Google devono sviluppare “nel proprio interesse” un sistema per combattere questo tipo di informazioni false considerando che la credibilità dovrebbe essere il “loro maggiore capitale”. Il presidente della Commissione europea ha sollecitato l’obbligo di combattere contro le manipolazioni dell’informazione e ha invitato i social network ad adottare le opportune misure avvertendo che ci saranno controlli rigorosi su come vengono applicate.

Fonte: www.primaonline.it
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