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Il pannello murale di Ossigeno in memoria dei 28 giornalisti italiani uccisi che mostra i loro volti e i loro nomi sotto lo slogan “Cercavano la verità. 28 nomi una sola storia”, sarà esposto al pubblico a Bruxelles nelle sedi del Brussels Europe Press Club, dell’Istituto Italiano di Cultura, della Federazione Europea dei Giornalisti, della Direzione Generale per i Media della Commissione Europea (DG CONNECT – Directorate General for Communications Networks, Content and Technology).

Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno, ha consegnato i pannelli al presidente del Press Club, Maroun Labaki, al direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Paolo Luigi Grossi, al segretario generale di Efj, Ricardo Gutierrez, e a Gabriele Bertolli della DG Connect. La breve cerimonia si è svolta al circolo della stampa di Bruxelles in seno alla celebrazione della Giornata Internazionale per mettere fine ai crimini contro i giornalisti organizzata congiuntamente da AEJ, Ossigeno per l’Informazione e Press Club Brussels Europe.

Erano presenti, fra gli altri, Adeline Hulin per l’Unesco, William Horsley per l’Associazione Europea dei Giornalisti AEJ, Jean-Paul Marthoz di CPJ.

Proprio oggi, ha ricordato la giornalista Maria Laura Franciosi, moderatrice del dibattito, ricorre il 44.mo anniversario dell’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, il fratello di Alberto, ucciso a Ragusa nel 1972. Su suo invito, i presenti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di tutti i giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Giuseppe Fava, un altro giornalista siciliano, ucciso dalla mafia nel 1984, è stato ricordato da Sarah Vantorre, che nei giorni scorsi, all’Università di Anversa, ha ottenuto il dottorato in letteratura italiana discutendo una tesi su di lui.

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