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Via libera da parte dell’Aula del Senato al ddl sull’editoria. I sì sono stati 154, 36 i no e 46 gli astenuti. Il provvedimento, dopo le modifiche apportate da palazzo Madama, passa all’esame della Camera. Prevede finanziamenti all’editoria e linee guida sulla riforma del Consiglio nazionale dei giornalisti. Nel testo, sono confermate la proroga della commissione sull’equo compenso e l’equivalenza tra professionisti e pubblicisti per le tutele contrattuali, viene portato a 60 il numero dei membri del CNOG e si stabilisce che nessuno possa dirsi giornalista se non è iscritto all’Ordine.

LA NOTA DEI PRESIDENTI DEGLI ORDINI REGIONALI 

“Il via libera, in seconda lettura, dell’aula del Senato al provvedimento di legge sull’editoria è un passo decisivo verso la riforma dell’Ordine dei Giornalisti”. Lo affermano in una nota la maggioranza dei presidenti degli Ordini regionali dei giornalisti esprimendo soddisfazione per un risultato atteso da anni.

“Il provvedimento – si legge in una nota – contiene infatti un passaggio sulle competenze dell’Ordine nazionale senza il quale non si potrebbe completare una riforma dell’Ordine adeguata alle mutate esigenze della professione giornalistica, che restituisca un presidio democratico a coloro che effettivamente esercitano la professione. Auspichiamo che ora in tempi brevi diventino legge quelle norme che potranno costituire i fondamenti per un rinnovamento di un organismo, oggi pletorico, non più al passo con i tempi. Il provvedimento prevede la riduzione del numero dei componenti del Consiglio nazionale (dai 144 consiglieri attuali cui si sommano i 12 che fanno parte del consiglio di disciplina, a 60 componenti) riequilibrandone il rapporto tra professionisti e pubblicisti (due terzi e un terzo)”.

“Si riducono quindi i costi dell’organismo, si restituisce la rappresentanza a chi svolge effettivamente l’attività giornalistica, si garantisce una presenza territoriale venendo incontro alle istanze della maggioranza dei presidenti degli ordini regionali. Ora auspichiamo che la Camera approvi definitivamente, entro ottobre, una riforma non più rinviabile, anche per poter rinnovare gli organismi dell’Ordine con le nuove regole”, concludono.

LA NOTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI GIORNALISTI ENZO IACOPINO

Sul via libera al provvedimento da parte del Senato è intervenuto anche il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. “Una lettura superficiale, condizionata da evidenti interessi personali, porta molti a commentare l’approvazione da parte del Senato del ddl sull’editoria come se ci fossero solo luci, che ci sono, ma non permanessero ombre preoccupanti”. Iacopino si chiede “perché mai il governo e la maggioranza non abbiano ritenuto di inserire due norme che, a parole, tutti definivano di buonsenso”. ”La prima: prevedere che gli editori, per accedere ai fondi pubblici (i nostri soldi) dovessero documentare di aver retribuito i giornalisti”, sottolinea Iacopino, criticando l’assenza di garanzie per quei colleghi che “continuano ad essere sfruttati in maniera vergognosa”. La seconda proposta “riguardava il registro degli editori”: l’emendamento proposto dall’Odg “riguardava l’obbligo, per accedere ai finanziamenti, di dichiarare tutte, nessuna esclusa, le partecipazione azionarie, dirette o indirette, nei vari settori dell’economia non solo nazionale. Perché non è stato accettato? E’ uno dei misteri di questo percorso parlamentare”. Quanto all’Ordine, il presidente ha poi commentato l’obbligo di una posizione Inpgi sia per i professionisti sia per i pubblicisti come pre condizione per poter essere eletti Consiglieri nazionali. “Non si capisce se governo e maggioranza considerino di serie B il lavoro dei Consigli regionali, che sono invece, come scrivono acutamente alcuni presidenti di Odg, il primo presidio democratico a tutela di quanti effettivamente esercitano la professione”. (Qui l’intervento completo: http://bit.ly/2ccPgZe)

LA NOTA DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA

“Il via libera del Senato al ddl di riforma dell’editoria rappresenta un passo in avanti importante e decisivo per la messa a punto di interventi necessari al rilancio del settore”. Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, che aggiungono: “È adesso auspicabile che la Camera dei deputati, nella piena autonomia che le è propria, giunga all’approvazione definitiva della proposta di legge, recependo le modifiche approntate dal Senato, nel più breve tempo possibile, per consentire al governo di mettere a punto i necessari regolamenti che dovranno definire le modalità – e stanziare le risorse – per chiudere la fase di lunga ristrutturazione del settore avviata dalle aziende editoriali e gettare le basi per un rilancio incentrato sulla valorizzazione del lavoro regolare e sulla lotta al precariato dilagante”.  (Qui l’intervento completo: http://bit.ly/2ceVDQN)

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