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Un appello al Parlamento affinché concluda l’esame in tempi brevi del decreto legislativo che ridisegna la composizione e le competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti è stato rivolto oggi dalla maggioranza dei presidenti regionali dell’Ordine dei giornalisti in una conferenza stampa a Montecitorio. Un provvedimento – ha spiegato la presidente dell’Ordine del Lazio Paola Spadari – che consente ora di invertire la rotta verso la riforma  necessaria alla professione profondamente cambiata in questi anni”.

Il decreto legislativo, in attuazione delle norme della legge sull’editoria, per il quale ci battiamo da anni, è infatti all’ultimo giro di boa nelle commissioni parlamentari competenti. E’ il primo provvedimento organico, dopo la legge istitutiva del ’63 che se ancora valida nei suoi principi ispiratori,  non altrettanto si puo’ dire per le regole contenute che vanno urgentemente adeguate. L’ auspicio dei presidenti regionali è che il decreto sia licenziato per consentire il rinnovo dell’organismo di categoria entro giugno, in prossimità della scadenza delle consiliature.

I presidenti regionali hanno posto l’accento su due questioni non ancora risolte che riguardano il merito del provvedimento: ”La questione delle minoranze linguistiche”, ricordata dal presidente del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano e  una più equilibrata  rappresentanza delle regioni nel consiglio nazionale, sollecitata dal presidente della Toscana Carlo Bartoli. La squadra dei presidenti regionali che hanno condiviso la linea riformista hanno indicato il collega Carlo Verna, ex consigliere nazionale dell’Ordine, quale futuro presidente dell’Ordine nazionale.

”Diamoci del noi” – ha esordito Verna – auspicando l’apertura di un dialogo interno che ”porti ad una riforma complessiva dell’ordine nel segno della qualità”.

Alla conferenza stampa erano inoltre presenti i presidenti degli ordini della Liguria, Filippo Paganini, del Piemonte, Alberto Sinigaglia, della Puglia, Valentino Losito, del Vento, Gianluca Amadori, della Sardegna, Francesco Birocchi, una rappresentanza di sedici colleghi regionali.

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