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La Mehari di Giancarlo Siani, cronista de Il Mattino ucciso dalla camorra, fino al 6 dicembre, è stata ospite del Parlamento Europeo.

In ricordo dei 26 giornalisti italiani uccisi, per i cronisti italiani minacciati e per tutte le vittime innocenti della criminalità, la Mehari del giornalista del Mattino Giancarlo Siani assassinato dalla camorra nel settembre del 1985, ha fatto tappa nei giorni scorsi anche davanti ai palazzi della Camera dei Deputati e del Senato.

La Presidente della Camera Laura Boldrini e il Presidente del Senato Pietro Grasso hanno incontrato i parenti dei giornalisti uccisi “Il mestiere del giornalista – ha detto Boldrini – è un mestiere di straordinario valore. L’automobile di Siani è simbolo di buon giornalismo, del coraggio di chi non si piega. Questa auto dice ai giovani che bisogna ribellarsi “.

“I giornalisti svolgono una funzione di pubblica utilità, è giusto che siano commemorati come lo sono i servitori dello Stato” ha dichiarato Alberto Spampinato, fondatore di Ossigeno per l’informazione, fratello di Giovanni, giornalista ucciso dalla mafia nel 1972.

In un messaggio inviato dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, Napolitano avverte: “Non sottovalutare i rischi che corrono i giornalisti tuttora nel mirino del crimine e dei gruppi violenti per aver esercitato il loro dovere di informare. Il sacrificio dei tanti giornalisti che hanno messo in gioco la propria vita per un’informazione attenta e consapevole, al servizio della verità e della giustizia – è scritto nel comunicato – deve costituire parte essenziale di una memoria condivisa per un più ampia partecipazione democratica alla vita del Paese.”

Accanto all’auto di Siani è stata allestita una mostra, con un pannello dal titolo “26 nomi una sola storia“, con le fotografie dei reporter italiani uccisi dal dopoguerra ad oggi. Un filmato racconta le storie più recenti di giornalisti minacciati dalle mafie.

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