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Allora, c’era bisogno di un articolo di un collega per ragionare sull’obbligatorietà della formazione per i giornalisti, ad alta voce (non con la voce grossa)? Sembra di sì a giudicare dal dibattito, con polemiche al seguito, che quell’articolo, nonostante alcune iperbole, ha stimolato.

Ben vengano le cose scritte da Sergio Rizzo e, mi scuso dell’autocitazione, la mia stessa dichiarazione: “Sono schifato”. Di cosa? Non del singolo “episodio” del corso “Giornalismo ed Europa” ma della “piega che la “faccenda” della formazione obbligatoria ha preso. “Schifato”, insomma, dei fenomeni spesso al limite del ridicolo che l’obbligatorietà della formazione per i giornalisti sta creando e, soprattutto, del “mercimonio” che rischia di prendere piede, complici una legge e un regolamento di attuazione incongruenti.

Perciò, con tutti gli altri colleghi del Consiglio del Lazio mi sono battuto e continuerò a farlo (pur contrario alla formazione obbligatoria), per corsi totalmente gratuiti (come lo stesso presidente Enzo Iacopino ha riconosciuto nella sua lettera al Corriere della Sera il primo dicembre), trasparenti e di qualità, come quello del D-day della formazione che abbiamo voluto, il 19 dicembre prossimo, per dare una risposta di servizio (e di qualità: venire per credere!) alle migliaia di colleghi che chiedono corsi per conseguire punti.

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