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Si tratta del primo sciopero a oltranza nella lunga storia de “l’Unità”, quello deciso a sostegno dell’azione legale intentata dal Cdr contro l’editore (il Gruppo Pessina all’80% e il Pd al 20%) per comportamento antisindacale. Una decisione che ha trovato la solidarietà e il sostegno, ieri in conferenza stampa, di Fnsi e Stampa Romana.

Come spiega la redazione in un articolo oggi in prima pagina sul giornale: “proclamiamo lo sciopero ad oltranza anche a sostegno dell’ intera categoria dei giornalisti perché non passi da ‘l’Unità’ il vulnus delle regole disattese e vilipese da parte di un editore”.

Mentre il direttore, Marco Bucciantini, firma un pezzo intitolato “La regola del gioco” (affiancato a quello della redazione con eguale evidenza grafica sotto il cappello “Le ragioni del nostro sciopero a oltranza”) in cui spiega che “non ci toglie dalle edicole l’assenza dello stipendio”, ma ciò che “ci fa alzare le mani dalla tastiera è un patto di convivenza”. “Il diritto salariale, che è attestato del nostro lavoro, viene liquidato al mercato dei diritti: avrete i vostri soldi solo se altri rinunceranno ai loro, la cui legittimità è sancita da un tribunale”.

Il riferimento è al fatto che, di fronte alla richiesta del Cdr riguardo i tempi di pagamento degli stipendi, la risposta dell’editore sarebbe stata che sarebbero stati pagati solo in seguito alla richiesta a colleghi ex dipendenti di ritirare azioni di pignoramento. La replica dell’editore è stata: siamo l’unico editore che ha provato a risanate i conti. E ha aggiunto che il taglio dei posti di lavoro sarebbe solo l’estrema ratio.

“Una cosa abbiamo detto chiaro e forte”, si legge su l’Unità, “e la ribadiamo oggi: ci opporremo in ogni sede e con la massima determinazione ai licenziamenti collettivi ipotizzati dalla proprietà. Lo diciamo al socio di maggioranza, la Piesse di Massimo Pessina e Guido Stefanelli. E con altrettanta forza lo ribadiamo al Partito Democratico, socio di minoranza, attraverso la Fondazione Eyu, de l’Unità srl. Il “caso Unità” è in primo luogo, un caso politico. E il partito di riferimento non può assumere posizioni pilatesche, non può affermare: non c’entro, non ho possibilità d’intervenire… Non gli è concesso, non gli sarà permesso”.

Al Pd è dedicata anche la vignetta di Staino: “da domani, per sciopero, l’Unità non esce”; “avvisate il Pd, sennò quelli mica se ne accorgono”.

Fonte: www.primaonline.it

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