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‘L’Unità potrà proseguire la sua attività. Dopo una serie di rinvii, ieri Piesse e Eyu si sono incontrati trovando l’accordo che scongiura l’ipotesi liquidazione per il giornale. Nell’assemblea “sono stati definiti gli accordi che consentiranno la prosecuzione dell’attività editoriale del giornale”, spiega la nota di Piesse, nella quale è stato definito “ampiamente positivo” l’incontro tra i soci, specificando anche come siano state assunte “decisioni anche in merito al riequilibrio della situazione patrimoniale della società”.

L’accordo, spiega Ansa, prevede la crescita della quota di Piesse dall’80 al 90% e la riduzione della partecipazione di Eyu, la fondazione del Pd, dal 20 al 10%. Sarà Piesse a farsi carico della ricapitalizzazione. Per rimpinguare le casse societarie sarebbe stato messo per il momento sul piatto 1 milione e mezzo di euro, a fronte di una chiusura dell’ultimo bilancio con un passivo attorno i 4 milioni di euro. Gli accordi tra le parti, che non riguardano solo la parte economica – dovrebbero consentire di contenere fortemente le perdite. L’accordo prevede che entro i prossimi 60 giorni sia messo a punto il piano editoriale, con il passaggio del sito sotto la testata che si chiamerà Unità.it (oggi il blog Unità.tv è realizzato da una redazione esterna). In base al progetto verranno definiti i tagli al personale, che ora conta 28 redattori.

“Sono stati bravi sia la società che il partito anche se ci saranno conseguenze dolorose per il ridimensionamento della forza lavoro”, ha commentato il direttore Staino, parlando con l’agenzia. “Non conosco ancora i dettagli economici della decisione, ma dopo aver sistemato la situazione economica occorrerà ripensare il giornale, mettere mano al progetto editoriale sia dell’edizione cartacea che del sito”, ha precisato.

“L’Unità è viva, ma non è ancora salva”, il primo commento del Cdr, che in una nota ha espresso soddisfazione per la ricapitalizzazione e la riscrittura degli accordi parasociali, che “permetterà all’Unità di rientrare in possesso del proprio spazio web unita.it”. Restano i timori sul futuro dei lavoratori. “Nonostante le rassicurazioni, l’azienda non ha dato risposte concrete sui progetti editoriali e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Accogliamo con favore la disponibilità espressa dal socio di maggioranza a lavorare in collaborazione con la direzione e la redazione per la stesura di un piano editoriale che individui e valorizzi le potenzialità di crescita dell’Unità, tuttavia riteniamo ancora insufficienti le risposte ai nostri interrogativi sul piano industriale. Non sono ancora arrivate, infatti, garanzie sulla salvaguardia dei livelli occupazionali – conclude il cdr – e smentite sulle voci secondo le quali sarebbe intenzione dell’azienda procedere ad un pesante intervento di riduzione del costo del lavoro”.

Di seguito il testo integrale della nota del Cdr:

“L’Unità è viva, ma non è ancora salva. Abbiamo appreso con soddisfazione che l’assemblea dei soci dell’azienda ha deciso giovedì 16 febbraio la ricapitalizzazione che al momento scongiura la liquidazione e porterà ad una modifica degli assetti societari con la diminuzione della quota azionaria in capo alla fondazione Eyu del partito Democratico.

Riteniamo molto positivo inoltre che, dopo la lunga battaglia condotta in prima fila dalla redazione del quotidiano, la riscrittura degli accordi parasociali permetterà a l’Unità di rientrare in possesso del proprio spazio web unita.it ponendo fine ad una situazione di ambiguità che in questi mesi ha gravemente nuociuto al prodotto. Sono buone notizie che abbiamo atteso a lungo ma che tuttavia non fugano i timori sul futuro dell’Unità e dei suoi lavoratori. Nonostante le rassicurazioni, infatti, l’azienda non ha dato risposte concrete sui progetti editoriali e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Accogliamo con favore la disponibilità espressa dal socio di maggioranza a lavorare in collaborazione con la direzione e la redazione per la stesura di un piano editoriale che individui e valorizzi le potenzialità di crescita dell’Unità, tuttavia riteniamo ancora insufficienti le risposte ai nostri interrogativi sul piano industriale. Non sono ancora arrivate, infatti, garanzie sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e smentite sulla voci secondo le quali sarebbe intenzione dell’azienda procedere ad un pesante intervento di riduzione del costo del lavoro. In queste settimane che serviranno alla definizione dei nuovi piani industriali e editoriali, la redazione vigilerà attentamente affinché vengano tutelati la qualità del prodotto e i livelli occupazionali. La redazione è pronta a partecipare attivamente alla definizione di una strategia di sviluppo e consolidamento del prodotto”.

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