No bavaglio

Un sit in di protesta contro la delega al governo in materia di intercettazioni e per esprimere vicinanza ai 96 colleghi denunciati per aver scritto sull’inchiesta ”Mafia Capitale” è stato organizzato il 5 novembre davanti al Tribunale di Roma, in concomitanza con l’avvio del maxi-processo. Voluto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei giornalisti del Lazio, Associazione Stampa Romana, Usigrai, associazione Articolo21 e Comitato NoBavaglio il presidio è stato organizzato a sostegno della campagna “No bavaglio” e ha fornito l’occasione per raccogliere l’edesione alla petizione non solo all’interno della categoria.

“Siamo qui perché, senza le intercettazioni, i cittadini non avrebbero saputo nulla di molti scandali, a partire da quello di ‘Mafia Capitale’ – ha spiegato ai cronisti il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso – e per confermare la vicinanza del sindacato dei giornalisti ai colleghi denunciati per il solo fatto di aver svolto, con coerenza e correttezza, il loro lavoro”. “Solo nel Lazio – ha ricordato la presidente Paola Spadari – sono 160 i colleghi minacciati per via del loro lavoro, molti dei quali proprio per aver usato la penna su questa vicenda di ‘Mafia Capitale’. La denuncia dei 96 colleghi che si sono occupati di questo caso non ha precedenti. Le  denunce crescono ogni giorno e vengono utilizzate per intimidire la categoria. Per questo l’Ordine dei giornalisti del Lazio si schiera a sostegno di tutte le iniziative finalizzate alla tutela dei colleghi e del diritto dei cittadini ad essere informati”.

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