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«Scegliere fidanzate dell’est perché sono mamme, casalinghe perfette, sempre sexy, disposte a farsi comandare dal loro uomo’: apprezziamo le doverose scuse della presidente della Rai e del direttore di RaiUno, ma crediamo che non siano sufficienti a chiudere una delle pagine più vergognose del servizio pubblico». La Commissione Pari Opportunità della Fnsi interviene così nella polemica sorta dopo la puntata di “Parliamone sabato“, andata in onda su RaiUno, in piena fascia protetta, e dedicata alle presunte qualità delle donne dei Paesi dell’est Europa, che ne farebbero dei rubamariti.

«Un’offesa alle donne e a tutti gli utenti – protesta la Cpo Fnsi – un connubio di sessismo e razzismo che viola tutte le disposizioni che la Rai deve ottemperare: dal Contratto di servizio alla Policy aziendale per una rappresentazione corretta e rispettosa delle donne. Com’è possibile che in un programma del pomeriggio per le famiglie, visto da bambini e ragazzi, si parli di “bordelli moscoviti” e si veicolino stereotipi sessisti così gravi e rivoltanti?».

Duro anche il commento dell’esecutivo e della Cpo dell’Usigrai. «Un siparietto disgustoso di cui come dipendenti, come donne e uomini della Rai ci vergogniamo. Una lista di luoghi comuni, violenti, beceri e umilianti», scrive il sindacato aziendale che poi chiede come possa accadere «che il Servizio Pubblico mandi in onda senza alcun controllo un tale coacervo di sessismo e razzismo in barba a qualsiasi policy aziendale e tradendo oltretutto i principi della Convenzione».

Secondo la Cpo Fnsi, «la Rai non ha più il controllo editoriale di molti dei suoi programmi, specie quelli del pomeriggio rivolti alle famiglie, messi in mano a conduttori spesso ingaggiati da scuderie di agenti esterni, del tutto inadeguati a rappresentare i valori del servizio pubblico».

Ed entrambe le Commissioni, pur giudicando positive le scuse dei vertici dell’azienda e della rete, chiedono che alle scuse seguano i fatti e che si adottino provvedimenti disciplinari nei confronti di tutti i responsabili che, venuti meno ai doveri del servizio pubblico, ne hanno minato in modo grave la credibilità.

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Su Twitter le scuse del direttore di RaiUno, Fabiano

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“E’ motivo di grande amarezza e sconcerto.Stando sempre attenti a garantire le libertà di posizionamento sui temi sociali e sui fatti di costume, il significato stesso di servizio pubblico, va ricordato a tutti gli autori e protagonisti della nostra  tv, richiede sempre di alzare l’asticella della responsabilità”. Lo afferma all’Adnkronos il consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, Franco Siddi, a proposito del servizio dal titolo ‘La minaccia arriva dall’est. Gli uomini preferiscono le straniere’, andato in onda sabato scorso su Rai1 durante la trasmissione ‘Parliamone sabato’ condotta da Paola Perego.

“Non si tratta di censurare – prosegue Siddi – ma di avere riguardo del fatto che la Rai deve essere sempre bene pubblico, in tutte le sue espressioni. Sicuramente l’idea di eliminare i gruppi di ascolto e di valutazione di qualità interna per molti programmi, fatta a suo tempo  anche per ragioni economiche, merita un ripensamento. Così pure diventa sempre più urgente l’articolazione funzionale delle responsabilità editoriali dentro le reti”, sottolinea il consigliere d’amministrazione che osserva: “E’ ora anche di ripensare i limiti  degli agenti nella realizzazione dei programmi esterni”. E conclude: “Bene le scuse del direttore Andrea Fabiano che ci mette la faccia, maoccorre ora fare tesoro della lezione”. (AdnKronos)

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“Quanto è avvenuto ed è stato raccontato nella trasmissione di Rai Uno ‘Parliamone sabato’ è esattamente la negazione di servizio pubblico. I responsabili di ciò che è successo devono dimettersi. Il direttore di Rai Uno e la presidente Maggioni si sono scusati per l’accaduto, ma non basta. Sono necessari  provvedimenti seri. A breve convocherò un ufficio di presidenza dove valuteremo le audizioni da svolgere in Commissione sull’accaduto”. Lo dichiara in un post su Facebook il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, esponente del M5S.

“Sabato i cittadini si sono trovati di fronte a una carrellata inqualificabile, inimmaginabile, di luoghi comuni oscillanti tra il sessismo e il razzismo – aggiunge Fico – uno spettacolo indecoroso per la rete ammiraglia Rai. Non riesco a credere che nella televisione pubblica, nel 2017, si sia pensato di costruire e portare in onda un  dibattito di questo tipo sull’universo femminile, mortificante per le donne e per la nostra società”.

“Occorre una seria e non più rinviabile riflessione su come vengono concepiti e strutturati alcuni programmi di intrattenimento, un segmento significativo del servizio pubblico che ne deve onorare la  missione e il senso, ciò che chiaramente non avvenuto con il programma di sabato pomeriggio”, conclude il presidente della Vigilanza.

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“Spero che Paola Perego sia cacciata da Rai1 anche a malo modo, così tutte le donne dell’Est-Ovest-scrittrici e giornaliste saranno salve”. Così Lucio Presta, agente televisivo e marito di Paola Perego, commenta in un tweet le polemiche sull’ultima  puntata di ‘Parliamone sabato’.

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“Penso che quello commesso a ‘Parliamone sabato’ sia un errore gravissimo perché contrasta con tutto il lavoro che la Rai ha fatto per contribuire alla costruzione dell’immagine della donna coerente con i tempi. Detto questo, bisogna intervenire, non lo si può considerare solo un errore”. Lo ha dichiarato all’Adnkronos la presidente della Rai, Monica Maggioni, a proposito del servizio ‘La minaccia viene dall’est. Gli uomini italiani preferiscono le straniere’, andato in onda sabato scorso durante la trasmissione di Rai1 ‘Parliamone sabato’, condotta da Paola Perego.

Maggioni ha chiarito che a Viale Mazzini “stiamo valutando tutte le mosse da fare e nelle prossime ore decideremo. Quello che è successo – ribadisce la presidente – è in contrasto con il servizio pubblico. Non era l’immagine della donna che può dare una trasmissione del 2017, mi è sembrata invece una paginetta medievale in cui lo sguardo sulle donne è retaggio di altre epoche”, conclude Maggioni. (AdnKronos)

Fonte: www.primaonline.it

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