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Torino, Roma, Napoli e Milano. Con l’intervista al sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala si è concluso oggi il programma di quattro incontri con i primi cittadini delle più grandi città dove quest’anno si sono svolte le elezioni amministrative, che il ‘Corriere della Sera’ ha organizzato nell’ambito del progetto Agenda Italia. Dal rapporto tra il capoluogo meneghino e i governi del Paese, fino alle difficoltà incontrate nei primi mesi da primo cittadino, sono tanti i temi sui quali Sala è stato sollecitato dal direttore Luciano Fontana. Innanzitutto i risultati del referendum, che ha visto a Milano prevalere il ‘Sì’ alla riforma costituzionale. “E’ stata un’anomalia rispetto al resto del Paese”, ha esordito Fontana, definendo Milano “una città stato” e paragonando quanto successo a Londra dove la Brexit è stata bocciata.

“Qualunque tipo di governo deve ripartire da Milano”, ha affermato Sala, spiegando che la città ha sì bisogno di un esecutivo forte, ma  che anche ogni governo ha bisogno di Milano “perchè è una città che funziona, ed è forte in tutte le sue componenti, dall’università, al tessuto produttivo, passando per l’accoglienza e il volontariato”. “La sfida vinta di Expo ha dato sicurezza alla città”, ha aggiunto il sindaco, ribadendo come tra i suoi obiettivi ci sia quello di rendere la città e i suoi abitanti consapevoli di essere all’altezza del ruolo di guida per il Paese intero.

Secondo il sindaco di Milano l’esito del voto non può essere destabilizzante per gli impegni che il governo Renzi ha preso con la città, a cominciare dai progetti per lo Human Technopole sull’area dell’Esposizione Universale. “Sono sempre stato d’accordo con l’idea di realizzare qui un centro di ricerche sulle Scienze della vita”, ha sottolineato. “Mi batterò, perché si vada avanti”. Sala ha mostrato la stessa determinazione anche a proposito dei fondi promessi  dal governo Renzi con il Patto per Milano. “Sono stati sottoscritti da un premier e chi arriverà non potrà fare finta di nulla”, ha dichiarato. “E’ una questione di credibilità dei governi”. Infine, Sala ha parlato della possibilità di trasferire a Milano l’Agenzia del Farmaco: “Ci lavorano mille persone”, ha spiegato , “prevede ricadute economiche misurabili, tra l’altro, in prenotazioni negli alberghi per 50 mila notti. Ma ha una grande importanza politica e per questo serve un forte intervento del governo. Il nostro dossier è pronto”

Uno dei punti da cui Sala vuole partire nel suoi programmi, è il rilancio delle periferie. “Sono consapevole del rischio di una città a due velocità”, ha spiegato riallacciandosi alle critiche di chi ha letto il ‘Sì’ referendario di Milano come il voto di quanti economicamente stanno bene, e sono lontani dai disagi soprattutto dei più giovani. “Nel programma per i prossimi 4 anni, che presenteremo il 12 dicembre, ci sono investimenti per 250-300 milioni di euro  sulle periferie, tra il ripristino del patrimonio edilizio, con interventi di ristrutturazione e riqualifica, il decoro urbano e i trasporti (con la metro fino a Baggio e Muggiano)”. Poi ancora interventi per il trasporto cittadino (il progetto di metropolitana fino a Monza), il welfare e la cultura. “La chiave per essere una città aperta è l’internazionalizzazione”, ha detto Sala citando il numero di visitatori in città salito a 8 milioni.

Facendo un bilancio   sui suoi primi mesi di attività, Sala ha descritto la sua attività legata a “un ruolo da cui non stacchi mai”, con la privacy ridotta pressoché a zero. “Ma non è più difficile di quanto me lo aspettassi”, ha aggiunto.

A conclusione dell’iniziativa di stamane al Piccolo Teatro si è svolto un ‘Dialogo sulla città’, moderato da Elisabetta Soglio, giornalista della cronaca milanese del Corriere.al quale hanno partecipato personaggi di diverse realtà cittadine: Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro; Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas; il cantautore RobertoVecchioni; Maria Vittoria Rava della Fondazione Francesca Rava; Carlo Bonomi, vicepresidente di Assolombarda e la giovane ricercatrice Greta Radaelli.

Fonte: www.primaonline.it

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