Erdogan

Dopo l’ondata di arresti che ha portato in carcere migliaia tra militari, giudici e funzionari pubblici accusati di essere implicati nel fallito golpe di venerdì scorso, non si ferma la repressione di Erdogan, e, dopo la richiesta di dimissioni per i 1577 rettori delle università turche inoltrata dal Consiglio per l’alta educazione (Yok), a essere colpiti sono i media, già più volte finiti al centro di interventi da parte del governo.  Stando a quanto riporta l’agenzia Ansa, il Consiglio supremo per la radio e la televisione (Rtuk) avrebbe votato all’unanimità la revoca della licenza di trasmissione a “ogni radio o televisione legata a oppure a sostegno” della rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara di essere dietro al fallito colpo di stato. La decisione non nomina esplicitamente alcun media, lasciando inevitabilmente spazio a un’interpretazione estensiva da parte delle autorità.

Fonte: www.primaonline.it

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