Lea-Mattarella

Di Lea Mattarella, storica e critica d’arte, scomparsa nella notte di Capodanno a 54 anni, ricorderemo non solo i talenti raffinati, l’intelligenza e la sensibilità, ma anche le sue doti robuste di giornalista, la sua capacità di sintesi, frutto di una lucidità di analisi propria dei grandi studiosi. “Uso le parole per far vedere l’immagine”, ricorda la sua frase Gregorio Botta nell’articolo di ieri, 2 gennaio, su Repubblica, il giornale dove Mattarella scriveva, “ma nella mia vita – aggiungeva – parole e immagini hanno la stessa importanza”. Ancora: “Voglio tradurre le immagini in parole, con il linguaggio più semplice, senza utilizzare termini specialistici e comprensibili solo agli addetti ai lavori. Voglio essere capita. È un desiderio che nasce da una frustrazione, dalla fatica di anni di letture rese ostili da un linguaggio ermetico che, non sempre ma spesso, nasconde la mancanza di un pensiero”. Ecco, per Lea Mattarella, il dovere dello studioso e del giornalista è anche farsi capire, risultato questo non solo del suo essere protesa verso gli altri, a partire dai meno forti, ma di una concezione della vita nella quale esista per tutti il diritto alle stesse opportunità. (ca. pic.)

I funerali si svolgeranno oggi 3 gennaio, alle 12, nella chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.

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