lazzaro pappagallo

Cari colleghi,

la crisi non è alle nostre spalle. Gli indicatori economici generali mostrano un timido segnale positivo ma non si riflettono sugli indici dell’editoria. Abbiamo perso più di duemila posti di lavoro subordinato nell’ultimo quadriennio. L’Inpgi segnala una contrazione di mille unità solo nell’ultimo anno. I colleghi non più dipendenti continuano a fare i giornalisti. Lo fanno come partite IVA, come co.co.co.
Il sindacato si trova davanti a un bivio: continuare a difendere quello che esiste. E farlo sfruttando tutte le leggi di sistema, tutte le competenze legali e sindacali, tutta la sapienza specifica che anche Stampa Romana ha messo in campo negli ultimi anni; e/o provare a cambiare, ad aprirsi, ad innovare, a stare in mezzo ai processi produttivi, a non affrontarli solo quando si deve scegliere l’ammortizzatore sociale giusto.
Ne abbiamo bisogno se è vero che perdiamo iscritti, se la sfiducia si riflette sui giovani colleghi che considerano il sindacato un inutile orpello, un residuato bellico del ventesimo secolo, un covo di naufraghi aggrappati agli ultimi privilegi.
Da qui la necessità di rimetterci in discussione e di aprire il rettangolo di gioco, di rivolgersi a tutti coloro i quali vivono di questo mestiere, al di là delle appartenenze e, in questo caso, al di là dell’iscrizione stessa al sindacato.
Fino alla fine del mese vogliamo raccogliere le adesioni per le macro aree. Si tratta di un processo diverso di lavoro. Vogliamo lavorare su segmenti produttivi, mettendoli insieme, affrontandoli in modo organico prima che diventino vertenze. Vogliamo lavorare sugli istituti di categoria che hanno bisogno di una forte e pressante manutenzione. Vogliamo lavorare sulla libertà d’espressione che è il nostro pane quotidiano e che tanti vorrebbero ridurre ad una ciriola insipida. Vogliamo lavorare sull’innovazione digitale, sull’autoimprenditorialità, su una nuova mutualità, sulla formazione continua perché solo attraversando la tempesta perfetta, non lasciando i colleghi soli a gestire il cambiamento (digitale, generazionale, di prodotto, di format), gli approdi finali siano visti come una opportunità e non come una condanna.
Riepilogo le macro aree:
Grande editoria (Messaggero, Repubblica L’espresso, Rcs, Il Fatto)
Piccola editoria (Unità, Manifesto, testate on line, ecc. ecc.)
Grande emittenza radiotelevisiva (Rai, Mediaset, La7, Sky)
Piccola emittenza radiotelevisiva (Rds, RomaUno, Teleroma56, ecc.ecc.)
Enti di categoria (Inpgi, Casagit)
Art. 21 (querele, diffamazioni, minacce)
Innovazione e formazione (accreditamenti sui fondi europei e regionali, start up, autoimprenditorialità, mutualità).
Le vostre adesioni saranno raccolte in segreteria fino alla fine del mese di maggio: attraverso la mail, segreteria@stamparomana.it oppure 0668402732.
Si parte all’inizio di giugno.
Non vi chiederemo se siete iscritti al sindacato. Saranno spazi aperti, liberi, trasparenti dai quali aspettiamo idee, progetti da riportare all’interno della vita quotidiana sindacale. Vi chiederemo solo di essere giornalisti.

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