simona cangelosi

Il 13 ottobre 2015 la giornalista Simona Cangelosi, una freelance siciliana, che vive e lavora a Roma, ha reso noto sul suo profilo Facebook un messaggio insultante e minaccioso, precisando di averlo appena visto, pur essendo stato inviato alla fine di settembre sulla sua posta privata da un utente che ha firmato con il suo nome. “Speriamo che qualcuno di questi ti faccia passare un brutto quarto d’ora e poi vediamo se so bravi”, le ha scritto un uomo sul social network.

La giornalista non ha presentato formale denuncia, ma sostiene che si tratterebbe di un attivista di un gruppo di estrema destra. Nei giorni precedenti la Rai e il portale ItaliaPost avevano pubblicato alcune inchieste firmate dalla Cangelosi sull’accoglienza degli immigratiL’Associazione Stampa Romana le ha espresso solidarietà affermando che “Le intimidazioni non fermeranno il lavoro dei colleghi di frontiera”.

Nel messaggio intimidatorio il riferimento ai tanti articoli e servizi in cui la giornalista ha parlato del calvario degli immigrati è esplicito.

Secondo quanto ha riferito a Ossigeno la giornalista, la minaccia potrebbe essere arrivata a seguito del suo ultimo reportage sul tema dell’accoglienza degli immigrati, realizzato a fine settembre per l’azienda di servizio pubblico. “Ma non posso essere più precisa – ha detto Cangelosi – perché scrivo molti articoli e realizzo molti servizi sull’argomento”.

La solidarietà – Il 16 ottobre l’Associazione Stampa Romana, in un comunicato, ha espresso solidarietà alla cronista: “Non ci sono solo le intimidazioni mafiose dirette (…) ci sono anche le minacce online, sui social network. Strumenti essenziali di rilancio del lavoro sul campo”, si legge nella nota di Asr che definisce la tematica dell’accoglienza per gli immigrati un “crocevia in cui la solidarietà è diventata, in alcuni casi, schermo per il peggior lucro”.

“Grazie ai tantissimi colleghi che non si fermano davanti a niente e nessuno, sempre pronti a trovare la verità, dando un senso al grande valore di questo lavoro – ha scritto pubblicamente la giornalista sui social network dopo la solidarietà di Stampa Romana -. Non avevo dato tanto peso al messaggio perché ogni giorno combatto contro i pregiudizi che nel nostro Paese molti hanno nei confronti degli immigrati – ha detto a Ossigeno – . La minaccia mi ha più che altro infastidito in quanto persona e in quanto donna perché non è mai carino sentirsi augurare il male. E poi è un chiaro messaggio razzista. Io comunque continuerò a lavorare su questo tema e presto andrò in Libia per realizzare un documentario sull’argomento”.

Fonte: www.ossigenoinformazione.it

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