Giornali

Non è vero che un’azienda in crisi possa mettere in Cigs per il prepensionamento chi ne ha i requisiti . Non basta lo stato di crisi ci vuole anche a un programma di investimenti finalizzati al superamento dello stato di crisi stesso.

Ci vuole inoltre  un accordo con il Sindacato ratificato al Ministero del Lavoro, in cui si riconosce la causale di riorganizzazione, previo, ricordatelo sempre, un piano.

Franco Besana fa parte della Giunta esecutiva della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi), il sindacato unitario dei giornalisti in Italia. Ecco la lettera :

“Tralascio ogni valutazione su cosa possano significare i fondi che la Legge di Stabilità stanzia per l’Editoria, almeno fino a quando il Sottosegretario Legnini emanerà il Decreto attuativo, e sul fatto che possano essere destinati o meno a finanziare i prepensionamenti. Mi colpiscono però alcune cose.

In primo luogo non è vero che un’azienda in crisi possa mettere in CIGS chi ha i requisiti per il prepensionamento. Lo può fare solo se, in base a un accordo con il Sindacato ratificato al Ministero del Lavoro, si riconosce la causale di Riorganizzazione in presenza di stato di crisi in base, anche, a un programma di investimenti finalizzati al superamento dello stato di crisi stesso.

In secondo luogo non è vero che il giornalista in questione sia destinato a rimanere in CIGS per dodici mesi: l’intervento di CIGS è previsto in genere per 24 mesi e le modalità di sospensione in CIGS sono determinate dall’accordo di cui sopra, che tendenzialmente prevede forme di rotazione o provvedimenti alternativi; non ricordo accordi firmati dalla FNSI che permettessero di mettere in CIGS qualcuno per tutto il tempo dello stato di crisi, ci sono sempre stati meccanismi di tutela.

L’effetto della CIGS sul trattamento pensionistico, poi, non dipende affatto dalla eventuale scelta di lavorare fino a 70 anni, o anche 80 o 90, visto che nel periodo di CIGS l’Inpgi garantisce i contributi figurativi.

Infine è insensata la parte in cui si dice che la sospensione in CIGS e il prepensionamento sono possibili solo se l’azienda paga e accetta meccanismi di rotazione. In primo luogo perché per fare un accordo bisogna essere in due, e quindi i prepensionamenti, che per essere concessi richiedono un accordo, sono possibili solo se la FNSI firma un accordo, e la FNSI firma un accordo collettivo se ci sono le volontà collettive e individuali e se chi non ha una copertura non rischia di rimanere in mezzo a una strada; In secondo luogo perché la normativa sui 70 anni è ininfluente nei casi di accordo sulla presenza di riorganizzazione e in generale nei casi di crisi come previsto dalla legge 416 e dal CNLG”.

Franco Abruzzo – Da Blitz Quotidiano – 22 dicembre 2013.

http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/franco-abruzzo-opinioni/giornalisti-e-giornali-in-crisi-1751254/

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