Presidio  Turchia

 

Contro ogni restrizione della libertà di stampa l’Ordine dei giornalisti del Lazio ha partecipato al sit in nei pressi dell’ambasciata turca a Roma per dire “No al bavaglio” del premier Erdoğan. «La libertà di stampa non ha confini», ha detto la presidente Paola Spadari, ribadendo la vicinanza dell’Ordine di Roma ai colleghi «finiti in carcere e privati della possibilità di esercitare liberamente il proprio mestiere in un Paese in cui il premier impone il bavaglio alla stampa nazionale e ai corrispondenti dei media internazionali».

Il presidio è stato promosso per far arrivare la voce dei manifestanti fino al carcere di Silivri, dove sono detenuti i due giornalisti Can Dundar ed Erdem Gul, direttore e vicedirettore di Cumhuriyet, e ad Istanbul, dove si sta celebrando il processo a Ceyda Karan e Hikmet Çetinkaya, accusati di aver “diffamato pubblicamente i valori religiosi di un segmento della società” e di “incitamento all’odio e all’inimicizia” per aver pubblicato le vignette del settimanale satirico Charlie Hebdo. Accusa per la quale rischiano fino a sei anni di carcere.

Alla manifestazione erano presenti, insieme ai rappresentanti di Fnsi e Usigrai, l’associazione Articolo21, Reporter Senza Frontiere Italia, l’Associazione Stampa Romana e altre Associazioni regionali di stampa, l’Ordine dei giornalisti del Lazio, Amnesty International Italia, il comitato NoBavaglio3, il gruppo PRESSing-Giornalisti in rete, la commissione Pari opportunità della Fnsi, giornalisti delle televisioni spagnola e turca, il collega kurdo Xerip Siyabend, l’associazione Italians for Darfur.

 

 

 

 

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