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Il sottosegretario all’Editoria Luca Lotti comunica la data per il nuovo appuntamento per il tavolo per l’editoria: l’incontro è fissato per martedì 12 maggio alle 15.00 a Palazzo Chigi. Nuovo rinvio dunque per l’incontro, saltato stavolta a causa del confronto politico sull’Italicum. La trentina di associazioni convocate inizialmente per oggi, che inglobano editori, giornalisti, edicolanti e distributori, sono in fermento anche perché questo è solo l’ultimo di una serie di rinvii subiti dal tavolo. La riunione che dovrebbe per la prima volta includere tutti gli attori del comparto editoriale italiano viene infatti rimandata da febbraio. Lotti, dal canto suo, fino a qualche giorno fa continuava a dirsi fiducioso quando ha assicurato “che il Governo farà la sua parte”.

Neanche a farlo apposta, proprio Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, aveva espresso da Trieste gli umori della filiera alla vigilia di un incontro che sarebbe dovuto servire a capire le linee guida del Governo: “Occorre capire capire con il governo da un lato quali sono gli strumenti per superare o chiudere il processo di ristrutturazione avviato da molte realtà, dall’altro come si ragiona per affrontare il futuro”.
Al tavolo bisognerà ragionare su due aspetti: in primo luogo i piccoli e medi editori chiedono certezze sul fondo pubblico del 2014 e su quello del 2015. Senza sicurezza sullo stanziamento (e sulle cifre) del contributo da parte del Governo non si può ragionare sul futuro, dichiarano le associazioni del settore. Solo dopo si potrà ragionare sulla riforma dell’editoria, voluta tanto dal Governo quanto dalle associazioni.

Molti gruppi editoriali stanno affrontando grandi problemi, tra cui l’avvicinarsi della scadenza degli stati di crisi biennali (e con essa anche quella degli ammortizzatori sociali). In questa situazione tutta la filiera dell’editoria è in fibrillazione per sapere quali saranno le linee da seguire.
In merito alla riforma Lotti ha recentemente affermato che dovrà comprendere sia l’editoria in quanto carta stampata che la tv. “La prima cosa da fare – ha detto il sottosegretario – è cambiare il sistema, che evolve velocemente. Per questo abbiamo deciso di dare contributi a chi va sul digitale e abbiamo ritenuto opportuno incentivare l’assunzione di giornalisti in caso di prepensionamenti. Abbiamo anche lavorato sull’equo compenso, anche se sarebbe più giusto chiamare minimo garantito”.

Fonte: www.editoria.tv

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