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Dopo due anni di assenza causa pandemia, ritorna Vivicittà, e si corre, questa volta più che mai, per la pace. La manifestazione, organizzata dalla Uisp e arrivata alla 37/a edizione, è in programma domenica prossima e come da tradizione si svolge in contemporanea in 30 città italiane e non solo. Si correrà infatti anche a Suceava, città romena al confine con l’Ucraina, dove si trova uno dei più grandi centri di accoglienza per i profughi della guerra in corso. La pace sarà infatti il motivo conduttore dell’evento, che prenderà il via alle 9.30 su tutti i tracciati, ciascuno lungo 10 km (sono previste anche camminate ludico-motorie aperte a tutti). Il segnale di partenza verrà dato da Radio 1 Rai, e al termine ci sarà una classifica unica compensata. La Uisp, intanto, stasera parte per Suceava per portare aiuti alle persone colpite dal conflitto. “Conosco perfettamente Vivicittà, ha una grande tradizione di valori. Tanti atleti importanti e amatori hanno dato testimonianza della competizione, che penso sia la più diffusa sul territorio nazionale. Complimenti alla Uisp” il messaggio del presidente del Coni, Giovanni Malagò.
Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato anche il presidente dell’Ordine del Lazio, Guido D’Ubaldo, la segretaria del Cnog, Paola Spadari, il direttore del Corriere dello Sport-Stadio Ivan Zazzaroni e il direttore della Testata Rai Giornale Radio, Andrea Vianello.
“Sono passati 36 anni dal mio primo Vivicittà – le parole del numero uno della Fidal, Stefano Mei – è un evento che ha anticipato il grande impatto delle corse su strada”. Il sottosegretario con delega allo sport Valentina Vezzali afferma che la corsa quest’anno assume “un valore ancora più grande, in quanto chiama tutti a essere solidali”. Silvia Salis, vicepresidente vicario del Coni, ricorda quando da bambina partecipava al Vivicittà a Genova: “Il ruolo sociale svolto dalla corsa in questi anni è incredibile, ha avvicinato all’atletica tantissime persone”. Il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, conclude così: “Tornando a correre si promuove un messaggio di fiducia nel futuro. Si riparte senza lasciare indietro nessuno. La ‘corsa più grande del mondo’ è un titolo che rende merito a Vivicittà”. (ANSA).

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