Renzi

Rispondendo all’appello dello scrittore Roberto Saviano, che gli aveva chiesto un piano contro i patrimoni delle mafie, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha parlato dei giornalisti minacciati.

“Vicinanza e sostegno – ha detto – a tutti coloro che, come Roberto Saviano, hanno fatto della parola uno strumento di libertà e di cambiamento”.

Immediata la reazione di Ossigeno, l’osservatorio per l’informazione che da anni si batte a fianco dei giornalisti minacciati.

“E’ una svolta. – commenta Alberto Spampinato direttore di Ossigeno – E’ la prima volta che un Presidente del Consiglio affronta questo tema e ricorda fra gli eroi civili i giornalisti uccisi ed indica ad esempio giornalisti come Giancarlo Siani. Perciò lo ringrazio –  continua il comunicato – a nome dell’osservatorio Ossigeno per l’informazione, che vede così accolta la principale richiesta per la quale si batte da anni: inserire nell’agenda politica e di governo questo problema drammatico che affligge migliaia di operatori dell’informazione e limita la nostra democrazia”.

“Mi auguro – continua Spampinato – che ora le mille emergenze del nostro paese non impediscano a Renzi, al governo e al Parlamento di affrontare  il problema sul piano politico e legislativo con misure concrete.

Ossigeno ha documentato e analizzato migliaia di casi. La Commissione Parlamentare Antimafia ha approfondito la questione e ha presentato delle proposte. I nodi da sciogliere sono stati individuati: assistere le vittime, prevenire e punire le intimidazioni e gli abusi; riconoscere all’informazione giornalistica il carattere di pubblico interesse e proteggerla attivamente; prevedere il reato di ostacolo alla libertà di espressione prevista dall’articolo 21 della Costituzione; impedire l’abuso a scopo intimidatorio delle norme sulla diffamazione; rendere effettivo il segreto professionale dei giornalisti.
E’ doveroso inserire questo tema nell’agenda del semestre europeo. Da anni, in Europa, l’Italia è un sorvegliato speciale a causa dell’alto numero di giornalisti sotto scorta, minacciati, aggrediti; a causa di leggi che consentono limitazioni della libertà di espressione, di norme non coerenti con la giurisprudenza europea, di riforme annunciate e mai realizzate, di una malattia non curata che rischia di contagiare i nostri vicini: la censura camuffata”.
2 marzo 2014
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