Corte dei Conti

La Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio (Franco Mencarelli presidente f.f. relatore, Marcovalerio Pozzato e Stefano Perri consiglieri) ha condannato Massimo Bassoli, Rocco De Filippis, Francesca Romana Dolazza, Umberto Lorenzini, la società cooperativa di giornalisti Abrond House, la Cooperativa Giornalistica Mediatel arl, l’Editrice Esedra – società cooperativa di giornalisti – e la Società Editrice Esedra srl nella persona dell’amministratore unico Giovanni Galeano, al pagamento in solido in favore dell’Erario della somma di euro 14.563.998,77, comprensivi di rivalutazione fino al deposito della sentenza e successivamente con interessi, nonché al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 9.039,39.
Al centro della vicenda, che ha avuto origine nel 2006, la Società editrice Esedra srl e la Editrice Esedra Società cooperativa di giornalisti arl, che hanno beneficiato dei contributi in relazione alla stampa del quotidiano “Il Giornale d’Italia”; la Cooperativa giornalistica Mediatel a r.l., che ha beneficiato dei contributi per il quotidiano “L’Indipendente”; la Abrond House Società cooperativa di giornalisti che ha beneficiato dei contributi per il periodico “.com-Tuttifrutti della Comunicazione”.
“La truffa – è scritto nella sentenza – sarebbe stata posta in essere attraverso l’aggiramento delle norme regolanti la materia delle provvidenze a favore dell’editoria ex legge 7 agosto 1990 n. 250, e delle procedure mediante le quali il Dipartimento della Presidenza del Consiglio provvede alla concessione delle agevolazioni”.
“In ispecie – è scritto ancora nella sentenza – sarebbe stata operata la rappresentazione di costi, fittiziamente documentati con false fatture, che a termini di legge rappresentano il parametro fondamentale, in termini quantitativi, per la determinazione delle sovvenzioni in argomento. Ora la quota del contributo scaturisce dalla quantificazione di tali oneri “assertivamente sostenuti” dalle imprese beneficiarie è risultata di gran lunga superiore rispetto ad altri parametri fissati dalla legge, quale, ad esempio, la tiratura delle copie vendute o i consumi di carta. In ogni caso – si rileva nell’Atto di citazione – le indagini penali hanno dimostrato che l’ammontare dei costi dichiarati dalle società editrici in questione è risultato composto, principalmente, da prestazioni di servizio e costi inesistenti”.
L’11 maggio 2006 l’operazione “Golden Press” della Guardia di Finanza, coordinata dal pm di Roma Olga Capasso, aveva portato all’arresto di Massimo Bassoli e dei suoi due stretti collaboratori, Umberto Lorenzini e Rocco De Filippis, mentre alla moglie di Bassoli, Francesca Romana Dolazza, erano stati concessi gli arresti domiciliari.

Questa la sentenza della Corte dei Conti

Link: http://www.giornalistitalia.it/truffa-per-i-contributi-a-sostegno-delleditoria/

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