Etica, innovazione tecnologica, obbligo di istituzione degli uffici stampa e netta distinzione tra informazione e propaganda: sono questi i pilastri della “Carta degli Stati Generali del Giornalismo degli Uffici Stampa”, presentata oggi a Roma presso lo Spazio Experience Europa “David Sassoli”.
L’evento ha riunito i vertici delle istituzioni, dell’Ordine dei Giornalisti e della FNSI, alla presenza di numerosi colleghi, ribadendo il ruolo cruciale degli uffici stampa in un’epoca segnata dall’intelligenza artificiale e dalla crescente disintermediazione dell’informazione.
Cuore della giornata è stata la presentazione ufficiale della Carta degli Stati Generali, letta integralmente dalla Presidente del GUS nazionale Assunta Currà Perego, che ha coordinato l’intera giornata. Un documento programmatico che riafferma con forza la natura giornalistica del lavoro svolto negli uffici stampa e ne rivendica la centralità all’interno del sistema dell’informazione.
Tra i punti salienti del testo: la richiesta di riforma della Legge 150/2000, con l’obiettivo di rendere obbligatoria l’istituzione degli uffici stampa nella Pubblica Amministrazione, composti esclusivamente da giornalisti iscritti all’Albo; la necessità di una chiara separazione funzionale tra addetto stampa, comunicatore e portavoce politico; l’attenzione all’etica digitale e all’uso consapevole delle nuove tecnologie.
Il dibattito è stato aperto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini. Intervenuto da remoto, il Sottosegretario ha sottolineato come “la comunicazione nelle Pubbliche Amministrazioni sia una necessità democratica imprescindibile”, richiamando l’attenzione sulla recente istituzione della figura del Social Media Manager nella PA, considerata un passo importante per modernizzare il rapporto tra istituzioni e cittadini.

Nel corso dei lavori è intervenuto anche il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, che ha evidenziato la necessità di un riconoscimento più strutturato della professione giornalistica negli uffici stampa: “Sono dell’idea che nella riforma dell’Ordine dei giornalisti, che da tempo attendiamo, ci sia spazio anche per i colleghi degli uffici stampa, attraverso l’istituzione di un altro albo all’interno del nuovo assetto ordinistico. Si tratta di una situazione complessa, che va studiata con attenzione e affrontata attraverso un nuovo statuto capace di riconoscere le diverse professionalità dell’informazione”.
D’Ubaldo ha inoltre ribadito il ruolo di vigilanza dell’Ordine sul rispetto della normativa vigente: “Nel mio ruolo di presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio ho il dovere di vigilare sulla corretta applicazione della legge 150 del 2000, che disciplina gli uffici stampa nella Pubblica Amministrazione. Proprio per questo, in più occasioni, ho scritto ai Comuni per ribadire tali principi ogni volta che ho riscontrato una loro mancata o parziale applicazione”.