Le carte di due Presidenti della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, e quelle di due maestri del giornalismo italiano, Sergio Zavoli e Gianni Bisiach. Quattro archivi, quattro storie diverse, ma un unico filo conduttore: la volontà di comprendere e raccontare il Paese, custodendone la memoria e interpretandone il presente.
Da questo confronto è partita la giornata formativa che si è svolta oggi a Palazzo Sant’Andrea, sede dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, nell’ambito del percorso sul giornalismo culturale promosso dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, e realizzato in collaborazione con Lorenza Fruci e Bianca Vellella.
L’incontro, inserito nel progetto che l’Ordine dedica da anni alla formazione continua attraverso i luoghi della cultura, ha offerto ai partecipanti un’occasione rara: conoscere i documenti, nelle lettere, negli appunti, nelle testimonianze e nei materiali che raccontano non soltanto la storia delle istituzioni, ma anche il modo in cui questa storia è stata osservata, interpretata e narrata.
Da una parte gli archivi di Ciampi e Napolitano hanno restituito il profilo di due Presidenti che hanno attribuito alla cultura un ruolo centrale nella costruzione della coscienza civile del Paese. Dall’altra, le raccolte dedicate a Sergio Zavoli e Gianni Bisiach hanno mostrato come il giornalismo possa trasformarsi in strumento di conoscenza collettiva, capace di raccontare la società, le sue trasformazioni e le sue contraddizioni.
Proprio questo dialogo tra istituzioni e informazione è stato uno degli aspetti più stimolanti emersi durante la giornata. Le carte dei Presidenti e quelle dei giornalisti, pur nate con finalità diverse, si sono rivelate complementari: le prime testimoniano le scelte, le visioni e le responsabilità di chi ha guidato il Paese; le seconde raccontano il lavoro di chi quelle vicende le ha osservate, approfondite e rese comprensibili ai cittadini, senza interpretazioni, ma leggendo la realtà.
Da qui si è sviluppato il confronto con i funzionari dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, con i quirinalisti e con i cronisti presenti, in un dialogo che ha permesso di riflettere sul valore delle fonti, sull’importanza della ricerca documentale e sulla responsabilità del giornalismo nel rendere accessibili contenuti complessi senza rinunciare alla profondità dell’analisi.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore del Ministero della Cultura e con l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica italiana e del primo voto delle donne.
Sono intervenuti Paola Passarelli, Direttrice della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura, e Giovanni Grasso, Consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e la Comunicazione.
Sul patrimonio documentario conservato dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica hanno relazionato Manuela Cacioli, già Consigliere Archivista e curatrice degli archivi del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica; Valentina Atturo, Referendario archivista e curatrice dell’Archivio personale di Carlo Azeglio Ciampi; Benedetta Garzarelli, curatrice dell’Archivio personale di Giorgio Napolitano; Silvana Festa, curatrice degli archivi personali di Gianni Bisiach e Sergio Zavoli.
A seguire gli interventi delle giornaliste Rita Cavallo, quirinalista del Tg3, Barbara Tedaldi, giornalista parlamentare e quirinalista dell’Huffington Post, e di Simona Sala, direttrice di Rai Radio3.
Patrizia Renzetti