Se il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1069 non sarà completo e coerente, l’Italia potrebbe esporsi al rischio di una raccomandazione da parte delle istituzioni europee. È questo uno degli elementi che emergono con maggiore chiarezza nel dibattito sul contrasto alle SLAPP, a meno di cinquanta giorni dalla scadenza del 7 maggio 2026.
In questo contesto, il 19 marzo il Parlamento Europeo ha ospitato il forum dedicato al tema, promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio e dall’associazione PIUE, riportando al centro dell’attenzione la tutela della libertà di espressione e della partecipazione pubblica.
Le SLAPP — Strategic Lawsuits Against Public Participation — sono azioni legali utilizzate per scoraggiare o limitare il dibattito pubblico. Non mirano necessariamente a ottenere una vittoria nel merito, quanto piuttosto a esercitare pressione economica e psicologica su giornalisti, attivisti e cittadini. I dati europei, con oltre 570 casi registrati negli ultimi cinque anni, evidenziano una dinamica ormai strutturale.
La Direttiva europea nasce con l’obiettivo di intervenire su questo fenomeno, introducendo strumenti come il rigetto anticipato delle cause manifestamente infondate e misure di protezione per chi svolge attività di informazione o difesa dei diritti. Tuttavia, la sua efficacia dipenderà in larga parte dalle modalità di recepimento da parte degli Stati membri.
Ad aprire il confronto è stato l’europarlamentare Salvatore De Meo, che ha richiamato la necessità di garantire un equilibrio tra la tutela della libertà di stampa e il corretto funzionamento della giustizia civile. La direttiva, ha osservato, rappresenta un passaggio significativo, ma richiede un’attuazione coerente per evitare incertezze applicative.
Accanto a lui, Lucia Annunziata ha offerto una lettura maturata tra esperienza giornalistica e impegno istituzionale, mentre Alain Pilette, della DG Giustizia del Consiglio dell’Unione Europea, ha illustrato i principali contenuti tecnici della direttiva.
Il contributo dei corrispondenti da Bruxelles Claudio Tito (La Repubblica) e Michele Esposito (ANSA) ha riportato il tema sul piano operativo, evidenziando l’impatto concreto delle SLAPP sull’attività quotidiana delle redazioni.

Un ruolo centrale è stato svolto dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, promotore dell’iniziativa. Il presidente Guido D’Ubaldo ha sottolineato come le querele temerarie rappresentino una criticità rilevante per l’esercizio della professione giornalistica. L’intervento di Carlo Felice Corsetti ha approfondito il tema dal punto di vista deontologico e del contesto italiano.
Sul piano giuridico, Azelio Fulmini ha richiamato il collegamento con il European Media Freedom Act, già in vigore dal 2025, mentre Valerio Valla ha contribuito al dibattito con una prospettiva legata al mondo professionale.
Nel corso del confronto è emersa una questione rilevante: la direttiva si concentra principalmente sulle controversie con dimensione transfrontaliera, mentre molte delle azioni riconducibili alle SLAPP si sviluppano all’interno dei singoli ordinamenti nazionali. Da qui l’esigenza, evidenziata da più interventi, di un recepimento che possa garantire una tutela il più possibile ampia ed efficace.
Il forum ha restituito l’immagine di un’Unione Europea impegnata nel rafforzamento degli strumenti a tutela della libertà di espressione. La scadenza del 7 maggio rappresenterà un passaggio decisivo, anche per verificare la capacità dell’Italia di recepire pienamente la direttiva ed evitare rilievi o raccomandazioni a livello europeo.
Patrizia Renzetti