L’Ordine dei giornalisti del Lazio ha partecipato oggi, 9 settembre, alla manifestazione promossa a Roma dalla Rete #NoBavaglio contro il disegno di legge sull’antisemitismo. Al centro dell’iniziativa, la difesa della libertà di informazione e del diritto di critica, nel pieno e fermo contrasto a ogni forma di antisemitismo.
«Sono qui perché credo sia giusto rivendicare con forza il diritto a una critica legittima, anche quando quella critica riguarda lo Stato di Israele e le scelte del suo governo. Contrastare l’antisemitismo è un dovere, ma questo non può significare limitare la libertà di informazione e di critica. Come Ordine dei giornalisti del Lazio abbiamo già espresso una posizione chiara sulla definizione IHRA e riteniamo assolutamente condivisibili i principi contenuti nella Dichiarazione di Gerusalemme. Ma per i giornalisti la prima, fondamentale bussola resta la Costituzione italiana, a partire dagli articoli 3, 8, 19 e 21. Sono in piazza anche per rivendicare il diritto dei giornalisti a raccontare ciò che accade a Gaza. Un anno fa abbiamo organizzato una manifestazione durante la quale abbiamo letto, uno dopo l’altro, i nomi dei colleghi palestinesi uccisi: difendere il loro diritto a raccontare significa difendere il diritto di tutti a essere informati».
Così Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, ha spiegato la partecipazione alla manifestazione in piazza Capranica, a pochi passi da Montecitorio.
Il presidio ha riunito giornalisti, associazioni, sindacati e realtà della società civile per ribadire che il necessario contrasto all’antisemitismo deve convivere con la tutela della libertà di espressione, di informazione e del diritto di critica.
La posizione dell’Ordine del Lazio si inserisce nel percorso già avviato nei mesi scorsi sul tema della libertà di stampa e del racconto del conflitto a Gaza. Un anno fa, in piazza Santi Apostoli, l’Ordine aveva promosso una manifestazione in memoria dei giornalisti uccisi nella Striscia.
Il filo che lega le due iniziative resta lo stesso: difendere il diritto dei giornalisti a raccontare i fatti e quello dei cittadini a essere informati, senza sovrapporre la critica alle scelte di uno Stato a forme di odio o discriminazione.