Se ne va una figura centrale del giornalismo italiano. Mauro Piccoli è stato prima di tutto un grande capocronista, un punto di riferimento solido e rispettato, capace di lasciare un segno profondo nel mestiere più con l’esempio che con le parole.
Arrivato a la Repubblica negli anni Novanta dopo le esperienze a Paese Sera e Il Messaggero, ha guidato alcuni dei settori più complessi del giornale, dalla Cronaca di Roma alla Cronaca Nazionale, distinguendosi per una qualità rara nelle redazioni: la calma. Sapeva tenere insieme velocità e verifica, urgenza e profondità, individuando sempre il cuore della notizia e pretendendo il massimo rigore su dati e fonti.
Maestro silenzioso di intere generazioni di cronisti, spiegava, correggeva e si assumeva sempre la responsabilità delle scelte editoriali. Nel 2004 ha diretto la Domenica di Repubblica e in seguito ha contribuito all’organizzazione del festival Repubblica delle Idee, portando la sua visione anche oltre la pagina quotidiana.
Lavorava ancora “a matita”, disegnando le pagine a mano: un gesto che racconta un’idea artigianale e profondamente moderna del giornalismo, fondato sul lavoro collettivo e sul rispetto delle notizie.
I funerali si terranno sabato 10 gennaio alle ore 15 presso la Parrocchia di San Fulgenzio, in via della Balduina 296, a Roma.