Un anno di impegno e risultati per l’Ordine dei Giornalisti del Lazio

L’assemblea annuale dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio si è conclusa.  “L’approvazione del bilancio è stata votata a maggioranza, ci sono stati soli 3 astenuti. Questo ha confermato la fiducia e la condivisione del lavoro svolto da tutti il Consiglio” ha affermato Guido D’Ubaldo Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio.

L’Ordine dei Giornalisti del Lazio traccia così il bilancio di un anno di intenso impegno, segnato da risultati concreti e da una costante attenzione verso i bisogni della categoria.

Nel corso del 5° anno di attività assembleare, l’Ordine ha consolidato il proprio percorso istituzionale, sostenuto da un ampio consenso. Un anno che ha visto al centro soprattutto il tema della formazione, considerata leva fondamentale per la crescita professionale e per il rafforzamento della qualità dell’informazione.

“I numeri restituiscono con chiarezza la portata del lavoro svolto. I giornalisti coinvolti nell’obbligo formativo sono 18.181, di cui 7.448 professionisti e 10.733 pubblicisti. Un sistema che, grazie a un’offerta sempre più ampia e accessibile, ha registrato un significativo aumento degli iscritti in piattaforma” ha proseguito Guido d’Ubaldo.

Nel triennio 2023–2025 sono stati realizzati 421 corsi, a cui si aggiungono 31 corsi nei primi tre mesi del 2026. Un impegno organizzativo importante, arricchito anche dalla partecipazione di figure istituzionali e protagonisti del panorama culturale e dell’informazione, come il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, il regista Enrico Vanzina e, con un saluto introduttivo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Tra i risultati più rilevanti emerge la netta riduzione degli inadempienti: i professionisti passano da 1.595 a 1.456, mentre i pubblicisti scendono da 3.977 a 2.877. Un segnale concreto dell’efficacia delle azioni messe in campo e della crescente partecipazione dei colleghi.

Accanto all’attività formativa, l’Ordine ha mantenuto alta l’attenzione sul rispetto delle regole. Nel 2025 il Collegio di disciplina è intervenuto con 1.706 censure e 86 avvertimenti, mentre sono ancora in esame 737 posizioni. Un lavoro complesso, che testimonia il senso di responsabilità verso la professione.

Importante anche l’impegno sul fronte dell’accesso alla professione, con la riduzione della soglia minima per l’iscrizione all’elenco pubblicisti, passata da 5.000 a 3.500 euro e poi ulteriormente abbassata a 2.500 euro, per rispondere alle difficoltà economiche del settore.

Numerose le iniziative culturali e istituzionali, tra cui la collaborazione con il Maxxi (con un nuovo appuntamento previsto per l’8 aprile) e con la Società Geografica Italiana, oltre a percorsi formativi innovativi come quello dedicato al giornalismo culturale.

Parallelamente, l’Ordine ha continuato a essere presente anche nel dibattito nazionale ed europeo sui temi della professione. In particolare, il confronto sulle querele temerarie è stato affrontato non solo in sede istituzionale, ma anche a Bruxelles, nell’ambito di un corso di formazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Lucia Annunziata, oggi parlamentare europea.

L’Ordine ha inoltre preso parte ad audizioni parlamentari e promosso iniziative pubbliche su temi cruciali come la libertà di stampa, la tutela dei giornalisti e il diritto all’informazione. Il 9 aprile è prevista una nuova iniziativa davanti al Ministero della Giustizia per chiedere l’applicazione dell’equo compenso.

Non è mancato il sostegno ai colleghi in difficoltà e alle realtà impegnate nella tutela della libertà di stampa, come Ossigeno per l’Informazione, in un’ottica di comunità professionale sempre più coesa e solidale.

“Un anno di lavoro che racconta un Ordine presente, operativo e vicino ai giornalisti, capace di coniugare rigore istituzionale ed empatia, numeri e persone, regole e futuro” ha concluso Guido D’Ubaldo.