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   E’ morta ieri sera dopo una lunga malattia Marida Lombardo Pijola, giornalista di lungo corso e di grande impegno civile, che nella sua carriera, cominciata a Bari, dove era nata e proseguita a Roma, prima alla Gazzetta del Mezzogiorno poi, per quasi trent’anni, al Messaggero e ultimamente al Corriere edizione Roma, si è occupata di cronaca, in particolare quella giudiziaria italiana.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio si stringe alla famiglia e ai colleghi che, come noi, hanno conosciuto Marida e ne hanno potuto apprezzare l’ impegno generoso e appassionato. Vicina ai temi dell’adolescenza è stata anche scrittrice: «Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano Principessa» (Bompiani), che raggiunse nel 2007 ben 17 edizioni è un best seller, cui seguirono un saggio sull’adolescenza e due romanzi: «L’età indecente» (Bompiani) e «L’imperfezione delle madri» (La nave di Teseo). Firma di punta del Messaggero Marida coprì da inviata speciale tanti eventi di cronaca comprese le stragi di Falcone e Borsellino. Fece epoca la sua grande inchiesta sull’adolescenza violata tra discoteche e scuole di Roma, da cui poi scaturì il libro d’esordio, storie di adolescenti.

Spesso ospite in tv come opinionista aveva condotto “Questioni di famiglia” su Rai 3 ed era conosciuta anche al grande pubblico televisivo.

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