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Dieci punti, dieci richieste per far sì che in un clima di collaborazione si possa tutti insieme medici, cittadini e amministrazioni superare l’emergenza Covid-19

 L’ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri nel corso di un Consiglio straordinario dedicato all’emergenza COvid-19 ha approvato un documento composto di dieci punti rivolto alla cittadinanza, ai medici e alle amministrazioni. Pieno sostegno all’azione dei colleghi medici e operatori che da settimane sono sotto pressione e un invito alla popolazione a rispettare le regole, oltre che una richiesta alle amministrazioni a normative il più chiare possibili.

 In sostanza, tra i vari punti si ribadisce che “è fondamentale rallentare la progressione dei contagi invitiamo colleghi, studenti e cittadini ad osservare le normative in essere che limitano i contatti. Il virus cammina con le nostre gambe e quindi evitare comportamenti a rischio di contagio è un dovere deontologico per i medici e civico per tutti”.

 Il decalogo sottolinea poi la necessità che la normativa emanata sia dal governo centrale che dalla Regione Lazio sia il più possibile “diretta, chiara e facilmente applicabile e la sua esecuzione e/o interpretazione non deve essere rimandata a successivi atti”. Questo a tutela del personale sanitario già sotto pressione per l’enorme carico di lavoro che dei cittadini preoccupati per l’evolversi dell’emergenza.

 L’Omceo di Roma torna a chiedere con forza “per quanto possibile la pronta disponibilità di dispositivi di protezione individuale della tipologia e quantità necessaria in relazione all’attività clinica svolta”. Questo per tutelare il personale sanitario evitando quindi che possa diventare fonte di infezione.

 Ancora, “coscienti che il COVID 19 rappresenti la massima emergenza sanitaria del momento” l’Ordine ribadisce come sia necessario continuare a garantire l’assistenza sia territoriale che ospedaliera e pubblica e privata ai malati di altre patologie.

In tema di assistenza dei pazienti fragili e non autosufficienti che e necessitano l’assistenza domiciliare si chiede di “utilizzare, quando possibile, le moderne tecnologie per gestirli a domicilio soprattutto in carenza di DPI”. In questo modo si tutela la popolazione anziana che è quella maggiormente esposta a rischi di gravi complicanze qualora sia colpita dal COVID 19.

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