È morto Andrea Barberi, protagonista del giornalismo d’inchiesta negli anni di piombo

L’Ordine dei giornalisti del Lazio esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Andrea Barberi, giornalista professionista nato nel 1938 e autorevole protagonista del giornalismo d’inchiesta italiano.

Barberi ha attraversato la storia del giornalismo della seconda metà del Novecento, distinguendosi soprattutto nel racconto degli anni di piombo. Con le sue inchieste ha approfondito alcuni dei passaggi più drammatici e controversi della storia repubblicana: le stragi, il terrorismo, i grandi misteri italiani, le trame finanziarie e i poteri occulti.

Iniziò la professione negli anni Sessanta come inviato di Paese Sera e de l’Unità, seguendo importanti casi di cronaca giudiziaria e i primi grandi processi di mafia in Sicilia. Nel 1972 firmò insieme a Marco Fini Valpreda. Processo al processo, il pionieristico libro-inchiesta sulla strage di Piazza Fontana pubblicato da Feltrinelli.

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta fu caporedattore e vicedirettore di Panorama, dove firmò e coordinò importanti inchieste sul terrorismo, sul caso Ustica e sulla strage di Bologna. Tra i suoi lavori più significativi figura l’articolo di copertina La grande ragnatela, pubblicato nel settembre del 1980 e dedicato al terrorismo internazionale.

Negli stessi anni concentrò il proprio lavoro anche sui poteri occulti della Repubblica. Curò il volume Sindona. Un destino segnato e partecipò alla realizzazione de L’Italia della P2, pubblicato da Mondadori nel 1981.

Successivamente fu vicedirettore di Epoca e direttore responsabile dei quotidiani Bresciaoggi e Bergamo Oggi, dal 1987 al 1989, e de Il Centro.

Portò la propria esperienza investigativa e civile anche in televisione. Fu uno dei principali collaboratori di Telefono Giallo, il programma condotto da Corrado Augias su Rai 3, occupandosi in particolare dei misteri legati al caso Ustica. Negli anni Novanta fu coautore, insieme ad Antonio Lubrano, di Mi manda Lubrano. Condusse inoltre, al fianco di Rita Dalla Chiesa, il programma d’inchiesta e di servizio pubblico Linea continua.

Il presidente Guido D’Ubaldo e l’intero Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio ricordano un collega che ha onorato la professione raccontando con coraggio, competenza e rigore uno dei periodi più difficili e complessi della storia italiana. Alla sua famiglia e a quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui va la più sincera vicinanza dell’Ordine.