fnsi montecitorio

ROMA – Giornalisti in piazza davanti a Montecitorio per chiedere all’esecutivo interventi urgenti e concreti a tutela dell’informazione già a partire dalla prossima legge di Bilancio. Fra i temi al centro della mobilitazione, organizzata dalla Fnsi, il contrasto alle querele bavaglio, una riforma organica delle norme sulla diffamazione, l’applicazione dell’equo compenso. In piazza anche esponenti dell’Ordine, membri dell’Inpgi, per chiedere soluzioni per la salvaguardia dell’istituto, oltre che rappresentanti dei precari per porre il tema dello sfruttamento dei lavoratori e chiedere l’applicazione dell’equo compenso.
“Il Parlamento potrebbe già calendarizzare i disegni di legge che sono stati presentati a cominciare dalle querele bavaglio - ha detto il segretario Fnsi, Raffaele Lorusso -. Se il governo volesse, si potrebbe dare attuazione alla legge sull’equo compenso che è del 2012. Tutto questo non avviene. Io non vorrei che si stesse diffondendo la convinzione per cui è bene che la stampa sia libera, ma è molto meglio se i giornalisti lo siano un po’ meno, perché rendere il giornalista ricattabile e debole impedisce di dare fastidio e illuminare territori che vogliono restare nell’oscurità. Questo non possiamo consentirlo. Vogliamo e chiediamo con forza che venga aperta una vertenza informazione, che ci sia un tavolo articolato tra governo e parti sociali che porti a una nuova legge di sistema, perché siamo in una fase di transizione a livello mondiale, che richiede investimenti pubblici come per altri settori”.
“Mi auguro che dopo questa iniziativa non arrivino decine di attestazioni di solidarietà dalle istituzioni e dalla politica, perché di solidarietà si può morire – ha aggiunto il presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti -. Noi attendiamo di sapere quando saranno votati i provvedimenti sull’equo compenso, sulle querele bavaglio, sulla tutela delle fonti e chiediamo che ci sia chiarezza sul fatto che l’Inpgi non sarà commissariato. Il commissario comporterebbe un controllo annuale del sistema previdenziale da parte del governo, sarebbe un modo surrettizio di commissariare l’art.21 della Costituzione. Se le risposte non arriveranno a malincuore si dovrà arrivare anche allo sciopero generale”.
Il presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, ha ricordato che si sta lavorando con il governo per trovare una soluzione per la stabilità dell’istituto. “Sul tavolo ci sono due ipotesi: una, che è quella che abbiamo proposto noi, è l’allargamento della platea che consentirebbe di tenere l’istituto in piedi e autonomo esattamente come è oggi; l’alternativa, che proporrà il governo, è lo scioglimento dell’istituto con l’assorbimento dentro l’Inps e noi siamo qua per dire che non lo vogliamo. Mantenere l’istituto autonomo si può e si deve fare. I problemi dell’istituto sono una conseguenza di problemi che ha il settore dell’editoria da più di un decennio e che nessuno mai ha affrontato. Far sparire l’istituto non significa risolvere questi problemi. Chiediamo che i problemi vengano affrontati e così si troverà anche la soluzione per l”Inpgi”.

(Fonte ANSA).

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