Foto: ANSA/ETTORE FERRARI
Foto: ANSA/ETTORE FERRARI

L’informazione primaria, come è quella delle agenzie, “costituisce un elemento decisivo per la democrazia nel nostro Paese. Questo fa comprendere le esigenze di sostegno da parte delle istituzioni. La libertà di stampa è fra i principi portanti della democrazia e della nostra Costituzione”. Sergio Mattarella ha visitato l’agenzia ANSA che celebra i suoi 75 anni di attività e rilanciato un tema forte che riguarda la libertà di stampa e la visione di quello che è o dovrebbe essere servizio pubblico in Italia. Il presidente della repubblica sin dall’inizio del suo settennato ha dedicato grande attenzione al delicatissimo rapporto tra media e potere. E mai come oggi nella storica sede dell’Ansa a due passi dal Quirinale è stato chiaro nel sottolineare quanto la crisi dell’editoria sia un tema che i governi non possono non affrontare. Non a caso accompagnato nella visita dal sottosegretario all’Editoria Andrea Martella in rappresentanza del governo, il capo dello Stato ha premesso che “i 75 anni di attività rammentano che l’Ansa è stata lo strumento con cui si è affermata la libertà di stampa e di informazione nel nostro Paese”. Ma Mattarella, rivelando che le agenzie sono uno strumento di lavoro che consulta tutti i giorni personalmente, ha insistito sulla necessità di preservare la “formula” stessa delle agenzie. Perchè – ha spiegato incontrando i giornalisti dell’ANSA – “garantire le notizie agli organi di informazione conferisce un carattere pubblico a questa attività”. Entrando nello specifico della crisi che investe il settore il presidente ha osservato quanto “la nuova dimensione digitale presenti delle sfide particolarmente impegnative per le agenzie e per tutti gli organi di stampa”. “Questa – ha continuato – è un’altra condizione che richiama l’esigenza di sostegno e di interesse pubblico al loro buon funzionamento, alla loro solidità, alla certezza che i cittadini abbiano organi di informazione primaria, come le agenzie, in grado di fornire adeguatamente l’informazione necessaria alla vita democratica”. La preoccupazione del capo dello Stato è nota e ne ha parlato più volte nel recente passato: “quella della verifica delle notizie è la tradizione delle grandi agenzie. Questo è sempre più importante, anche perché siamo nella stagione delle fake news con cui è facile costruire notizie e titoli che disorientano, non corrispondenti alla realtà”. La visita del presidente all’Ansa – la terza di un capo dello Stato dopo quella di Giovanni Leone e Giorgio Napolitano – rappresenta un segnale chiaro: l’Ansa infatti è nata il 15 gennaio del 1945 e la sua prima notizia dava conto dell’attacco alleato a Berlino. Da allora accompagna la storia repubblicana del Paese attraverso decine e decine di governi di colore diverso. Passando dalla perforatrice meccanica e la telescrivente agli schermi piatti del digitale. Accolto dal presidente Giulio Anselmi, il direttore Luigi Contu e l’amministratore delegato Stefano De Alessandri, Mattarella ha visita una piccola mostra degli apparati dell’Ansa del primo dopoguerra e ha poi salutato i soci editori che compongono l’agenzia. L’Ansa (Agenzia Nazionale Stampa Associata) è infatti una società cooperativa. Il presidente della Repubblica si è poi spostato nella “newsroom”, cuore e motore dell’agenzia di oggi. Un open space dove viene coordinato l’intero lavoro dell’agenzia e si sviluppano i vari prodotti digitali che sono sempre più numerosi pur marciando insieme con il prodotto fondamentale dell’azienda, cioè le notizie. Qui il presidente ha potuto vedere come si costruisce una notizia, la sua trasmissione in rete e la velocità con la quale viene trasferita nei canali digitali, a partire dal sito online. “Avete una grande responsabilità e la partecipazione ampia, diffusa e articolata distingue il lavoro dell’Ansa”, ha sintetizzato Mattarella salutando i giornalisti.

Fonte: ANSA.

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