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Due proposte di legge contro le liti temerarie e per la tutela della segretezza delle fonti dei giornalisti sono state presentate dal senatore del Movimento 5 Stelle, Primo Di Nicola, e illustrate in una conferenza stampa al Senato. Il primo provvedimento prevede la modifica dell’art. 96 del codice di procedura civile e stabilisce che nei casi di diffamazione a mezzo della stampa, della radiotelevisione o del web, in cui risulta la mala fede o la colpa grave di chi agisce in sede di giudizio civile per risarcimento del danno, il giudice con la sentenza che rigetta la domanda condanna l’attore, oltre che alle spese, al pagamento a favore del richiedente di una somma, determinata in via equitativa, non inferiore alla metà della somma oggetto della domanda risarcitoria. Il secondo provvedimento va, invece, a modificare l’art. 200 del codice di procedura penale rafforzando la tutela della segretezza delle fonti con l’eliminazione della parte nella quale si stabilisce che il giudice possa ordinare al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni quando queste notizie sono indispensabili ai fini della prova del reato. “Davanti a richieste milionarie anche i giornali più ricchi, ammesso che ce ne siano ancora di ricchi, tremano – ha sottolineato De Nicola -. Basta una condanna per 100 mila euro per far saltare i bilanci e portare alla chiusura dei giornali. Non abbiamo voluto indicare una cifra precisa, ma il 50% crediamo sia il minimo possibile”. “Credo sia arrivato il momento – ha proseguito – in cui il Parlamento italiano possa fare lo scatto necessario che non è riuscito nell’ultima legislatura. Siamo aperti alla collaborazione di tutti per un giornalismo libero e tutelato”. Sono intervenuti gli altri due parlamentari di M5S, Gianluigi Paragone e Elio Lannutti. “Queste proposte – ha detto Paragone – servono a dare fiducia ai giornalisti che vogliono fare inchieste e hanno il coraggio di indagare anche se si ritrovano in assoluta debolezza. E’ un testo fondamentale per tutti i colleghi che non hanno la possibilità di avere un editore alle spalle”. “E’ un momento molto difficile per libertà di stampa – ha aggiunto Lannutti -. E’ per questo un dovere cercare di mettere un freno alle liti temerarie perché il potere ha questo strumento per tapparti la bocca. Bisogna porre fine a questa lesione della libertà di stampa. Non c’è maggioranza e opposizione, c’è il dovere di difendere l’informazione libera”. In sala anche il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso. “Si tratta di due disegni di legge che recepiscono lo spirito che la Federazione porta avanti da tempo – ha affermato -. Apprezzo lo spirito di non farne una battaglia di parte ma di tutto il parlamento, dove esiste un fronte trasversale favorevole all’introduzione di questi principi”. “Spero si possa proseguire su questa strada per proteggere non solo i giornalisti, ma anche il diritto di ogni cittadino ad essere informato”, ha aggiunto il presidente dell’Odg, Carlo Verna. Fonte: ANSA.

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