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LEVICO TERME (TRENTO) – Il lavoro deve essere riportato al centro del confronto tra il governo e le parti sociali. Anche quello dei giornalisti. Che chiedono di non essere più “picconati”, perché delegittimare l’informazione e minarne il pluralismo mette a rischio la tenuta democratica del Paese. Sono le priorità con cui la Federazione nazionale della stampa esce dal 28/o congresso nazionale di Levico Terme, in Trentino, chiuso nella notte, che ha visto rieletti segretario e presidente, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. “Serve – affermano a congresso chiuso – un confronto serio, aperto, anche acceso, col governo sul lavoro, purché non sia una passerella che intenda delegittimare gli interlocutori. Faremo fronte comune con le altre forze sindacali per portare al centro il lavoro nel Paese”. “Le difficoltà e le sofferenze dal punto di vista lavorativo causate da questa fase di trasformazione del giornalismo – spiega Lorusso – non possono essere affrontate solo dagli attori del sistema, che certo devono fare più investimenti non solo sui prodotti, ma anche sul lavoro, visto che ormai la precarietà è un tratto distintivo. Per salvare il settore, in grandissima difficoltà non solo in Italia, serve un intervento pubblico mirato, com’è stato per altri ambiti centrali. La politica e il governo devono farsene carico, al di là delle posizioni ideologiche, perché l’informazione è cruciale nella tenuta democratica del Paese, come ha sottolineato più volte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Bisogna rafforzare la libertà e i diritti – sottolinea – e non si può picconare ogni volta una parte della Costituzione. L’articolo 21 sulla libertà di stampa è imprescindibile per salvaguardare il pluralismo dell’informazione e con esso la democrazia”. “Onorare gli impegni che si è dato il congresso – prosegue Giulietti – significa contrastare tagli e bavagli. Siamo di fronte a tagli indiscriminati e folli al pluralismo nazionale e regionale dell’informazione, che si traducono in bavagli che sopprimono delle voci. Il Consiglio d’Europa ha appena confermato che l’Italia è un osservato speciale. Parliamo dei giornalisti sotto scorta e del crescere dell’intollerabile pratica delle querele-bavaglio”. Tra i primi impegni Giulietti evidenzia quindi quello di “una campagna nazionale contro le querele-bavaglio. Bisogna calendarizzare subito – dice – leggi e progetti per contrastarle e approvarli in poche settimane. Chi fa una querela dovrebbe avere la prospettiva, se la perderà, di versare una cifra consistente in un fondo per i precari”. “Come Fnsi – annunciano Giulietti e Lorusso – saremo presto in provincia di Caserta, dove colleghi noti e non noti sono sotto attacco. Compresi precari, che guadagnano poco. Numerosi giovani hanno partecipato a questo congresso: c’è una nuova leva di cronisti coraggiosi e non dobbiamo piangerli dopo, non dobbiamo lasciarli soli”. A questo proposito, le vicende aperte che riguardano le famiglie Rocchelli, Regeni e Alpi sono state tra i temi affrontati dal sindacato, così come hanno presenziato ai lavori i familiari di Antonio Megalizzi, il giovane morto in seguito all’attentato di dicembre a Strasburgo, cui il congresso è stato dedicato.

Fonte: ANSA.

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