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È scomparso Roberto Tumbarello. Giornalista professionista dal 1971, Tumbarello ha avuto una lunghissima e ricca carriera professionale, tant’è che nel 2021, in occasione dei suoi 50 anni di iscrizione all’albo, ha ricevuto in Campidoglio, dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo, la targa d’argento fatta realizzare dal Consiglio dell’Ordine.

Laureato in giurisprudenza, originario della Sicilia aveva iniziato al Giornale di Sicilia. Una carriera poliedrica la sua che lo ha visto scrivere di musica, spettacoli e teatro. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura, dal Messaggero a Gente e Oggi. È stato inoltre vaticanista, molto vicino a Papa Wojtyla, e quirinalista. Celebre è il rapporto di stima che lo ha legato a Sandro Pertini. Innumerevoli rimangono i personaggi politici e non che Tumbarello ha intervistato: Arafat, Aldo Moro, Anna Magnani, Gianni Morandi, Calvi di Bergolo, Vittorio De Sica, padre Virginio Rotondi, Adnan Kashoggi, il generale e dittatore pakistano Zia ul-Haq, poi Ira Furstenberg, e madre Teresa di Calcutta, sono solo pochi esempi. Nel 1982, in Argentina, incontra Borges in Argentina. L’ultimo suo impegno professionale è stato quello direttore del “Giornale di Napoli”.

Tra i riconoscimenti ricevuti c’è anche la medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, era esperto in Comunicazione e Diritti umani.

Tra le sue ultime pubblicazioni: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), “Viaggio nella vita” (Armando 2017), e “Il Denaro non vale nulla finche’ non si spende”.

Il presidente D’Ubaldo e il Consiglio regionale del Lazio esprimono le più sentite condoglianze alla moglie, ai tre figli e ai sei nipoti.

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