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Il Washington Post da vent’anni è un cittadino del web, ed in questo periodo è cambiato radicalmente, a cominciare dalla sua homepage. Ha bruciato sul tempo il New York Times nel debuttare su internet, ma senza considerare al meglio le potenzialità del nuovo strumento: nel 1995 lanciando il servizio AT&T Interchange, che somigliava tanto a un portale – sulla falsa riga di Aol – e poco a un sito di news. “Un disastro”, secondo Jim Brady, ex executive editor e vice-presidente del sito washingtonpost.com, interpellato dal sito washingtonian.com.

L’homepage del Washington Post nel 1995

Dal 2009 al 2011 il Washington Post ha vissuto un periodo di assestamento, per cercare di capire le priorità e in quale modo evolvere. Il giornale subisce dei cambiamenti strutturali: le due redazioni esistenti vengono fuse in una unica e questo, secondo Raju Narisetti – managing editor dal 2009 al 2012 – ha richiesto “un totale restyling dei processi interni e dei sistemi, portando ad un unico sistema editoriale e una migliore collaborazione tra la parte di creazione di news e la parte di business”.

L’homepage del Washington Post nel 2009

E la trasformazione ha portato anche a dei cambiamenti sulla homepage. Nel 2011, dice Narisetti, “si notava per esempio un look più pulito e basato sull’immagine, mentre il Post cercava di enfatizzare lo storytelling multimediale. Viene data maggiore attenzione alla navigazione, soprattutto per i temi più seguiti dal Post, come la politica e lo sport. Il riconoscimento del brand diventa fondamentale su tutte le piattaforme, con la centralizzazione del logo della testata sia nell’edizione stampata che in quella online. Forse un cambiamento non molto popolare è stato lo spostamento del banner principale in homepage in una posizione di maggiore visibilità. Ha aiutato ad aumentare i ricavi digitali in un momento in cui questo era ancora un concetto nascente”.

L’homepage del Washington Post nel 2011

L’ultima versione della homepage del Washington Post, quella del 2015, si ispira alla prima pagina dell’edizione cartacea. Secondo Joey Marburger, director of digital products, “questa ha avuto centinaia d’anni di evoluzione nel design, quindi dovremmo decisamente studiarla per trovare l’ispirazione”. E continua: “La redazione del Post continua a fare leggeri aggiustamenti, a rinnovare l’homepage e il sito. È essenziale in questo mondo di versione beta permanente”.

 

 

Fonte: www.primaonline.it

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