Marina Macelloni Inpgi

La riforma delle prestazioni dell’Inpgi, l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio di amministrazione dell’ente. Parti sociali e governo rinviano ad un successivo tavolo di confronto il tema del turno over aziendale e del ricambio generazionale, oltre che l’aumento del contributo sulla mobilità a carico di lavoratori e aziende. Questi aspetti saranno approfonditi nell’ambito di una discussione generale sul futuro del sistema, partendo dalla riforma delle norme in vigore e dall’individuazione di nuovi canali di finanziamento e di sostegno al settore.

Approvata a maggioranza, con due voti contrari, la delibera che istituisce il prelievo di solidarietà, limitato a tre anni, a carico delle pensioni più alte. Tutte le misure approvate dal Cda dovranno ora passare al vaglio dei Ministeri vigilanti.

La richiesta di mobilitare gli istituti di categoria per il rilancio del settore era arrivata della Federazione nazionale della stampa italiana a margine della riunione in cui la Giunta federale ha dato parere favorevole alle ipotesi di interventi, chiedendo di prevedere nella manovra caratteristiche di equità, sostenibilità e solidarietà, anche intergenerazionali, e di proteggere i soggetti più deboli.

«Con questa proposta di riforma approvata all’unanimità da tutto il Cda – commenta la presidente Marina Macelloni – l’istituto completa un percorso virtuoso di messa in sicurezza dei propri conti, per poter garantire la propria autonomia e la sostenibilità delle prestazione anche in futuro e quindi anche per le persone più giovani che cominciano a contribuire adesso».

«Gli interventi sono pesanti, ma inevitabili – osserva Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi -. La grave crisi del settore si ripercuote negativamente sui conti dell’Inpgi che è tenuto per legge a garantire la sostenibilità e l’equilibrio del bilancio nel lungo periodo. L’approvazione di queste misure ha rappresentato una grande assunzione di responsabilità da parte di tutto il gruppo dirigente e il voto unanime del Cda lo dimostra. Il confronto deve adesso spostarsi in sede governativa, dove è necessario avviare con urgenza un confronto sul rilancio dell’intero comparto che si ponga l’obiettivo di assicurare la tenuta del sistema, ristabilendo un equilibrio virtuoso fra uscite ed entrate nel mondo del lavoro e tutelando le giornaliste e i giornalisti che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà. Senza la ripresa dell’occupazione e la lotta al precariato qualsiasi manovra risulterà inadeguata. È necessario che il governo si faccia carico di questa necessità assicurando al settore gli strumenti, anche di carattere economico, per chiudere la fase di ristrutturazione ancora in atto e porre le basi per una ripresa solida e duratura».

PER APPROFONDIRE

Qui il link al parere della Fnsi.

Fonte: www.fnsi.it

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