Federica Angeli

È il 13 settembre 2013 quando Federica Angeli pubblica su “La Repubblica” l’articolo Porto di Ostia, un documento falso da 100 milioni da Unipol. Pochi mesi dopo, nel dicembre dello stesso anno, arriva la querela temeraria. Le erano stati chiesti 30 milioni di euro. Il processo, durato due anni, si è concluso un mese fa con l’archiviazione perché il fatto non sussisteva.

Di fronte a quella richiesta esagerata “rileggevo la denuncia e pensavo che forse erano 30 milioni di vecchie lire”. Ma sin dall’inizio era sicura di vincere perché l’ordinanza Alba Nuova consultata prima della pubblicazione dell’articolo, Federica Angeli la aveva studiata con attenzione per un mese. Le carte parlavano chiaro ma allo sforzo di correttezza e serietà di una giornalista troppo spesso corrisponde la facilità della querela.

Oltre alla vittoria di quel processo Federica però oggi ne aggiunge un’altra: ieri 29 luglio, il comunicato stampa della Guardia di Finanza (comando provinciale Roma) comunica il sequestro del porto turistico di Roma e l’arresto del patron Mauro Balini. Proprio il Balini dell’articolo costato due anni di tempo alla giornalista.

“L’arresto è stato un grandissimo successo perché Balini era uno degli intoccabili a Ostia” dichiara la Angeli ad Articolo21. “Un arresto che segna un cambio di passo perché era lui a muovere le fila. Balini dopo l’articolo mi ha denunciata per diffamazione mentre Giuseppe Vegas mi chiese 30 milioni di euro per aver turbato il mercato della Consob. 30 milioni di euro per poi aver ragione su tutta linea: è stato accertato che tutto quello che avevo scritto era vero. Ero sicura di non aver diffamato nessuno.”
Basta con le querele temerarie dice la Angeli: “una cifra del genere fa paura a chiunque” e un pensiero va anche ai giovani precari senza tutele. “Fortunatamente la giustizia mi ha dato ragione ma la solidarietà è arrivata solo da Articolo21 e Ossigeno che mi sono stati vicini”.

Non solo una vittoria per “il riconoscimento della correttezza di un articolo che mi aveva portato guai ma anche una vittoria dal punto di vista della giustizia: l’indagine della Finanza ha dato pienamente atto di quello che io scrivevo”.

Nell’ordinanza della Finanza c’è un riferimento all’articolo di Federica Angeli: il 10 ottobre del 2013, un mese dopo l’uscita dell’articolo, Balini lamentava in una mail il fatto che i giornalisti “vigliaccamente denigrano l’opera”. Invece la giornalista non denigrava, aveva il coraggio di informare. Un coraggio che nonostante tutto non è mai venuto meno, tanto quanto la sua onestà intellettuale.

Una cosa invece, quella sì, dovrebbe cambiare: ed è la facilità con cui si può querelare un giornalista, chiedere una quantità di denaro sproporzionata e spaventosa: “mi piacerebbe, se le cose restano così, l’introduzione di una norma grazie alla quale almeno un quarto di ciò che viene chiesto dal querelante che perde, andasse ad un Fondo per i giornalisti denunciati [come quello che la Federazione Nazionale della Stampa ha proposto in solidarietà ai giornalisti dell’Unità ndr]. Così magari passa la voglia di chiedere dei risarcimenti esagerati”. E di ostacolare il diritto di informare.

Fonte: Articolo 21

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