L'Unità

Il Cdr de ‘L’Unità’ ha diffuso un comunicato stampa dopo l’assemblea di redazione di oggi. Ecco il testo integrale:

‘Tentativo fallito’. Così sentenzia l’ennesimo articolo su l’Unità fatto filtrare da qualche beneinformato, premurandosi (come al solito), di tenere le carte coperte con la redazione e il Cdr del giornale. Ebbene, diciamo da subito che questo “fallimento” non lo pagheranno i lavoratori. Non saranno loro a dover pacare il conto per copie non vendute: il problema sono le scelte editoriali e industriali fatte finora, su cui più volte la redazione ha tentato invano di aprire un confronto. Per la prima volta nella storia del giornale non è stato elaborato un piano industriale né editoriale, e alla redazione non è stata data la possibilità di esprimere il voto di gradimento.

E’ arrivato il momento di giocare a carte scoperte. Per questo aggiungiamo che ci pare molto sospetto il fatto che le minacce di riduzione del personale arrivino proprio mentre la redazione è posta sotto una pressione pesantissima da parte dell’azienda, che chiede la liberatoria per l’accollo del Tfr maturato nella passata società editoriale. Qualsiasi scelta in questo campo deve restare libera: le minacce non ci piacciono. Ci suonerebbe strano, poi che un partito che si dichiara difensore dell’occupazione stabile possa consentire il dimezzamento dei posti di lavoro in un’azienda partecipata, e di forte valore storico e simbolico per i suoi elettori.

Con i ricatti non è possibile alcun vero confronto. Si dichiari in modo trasparente qual è il disegno su l’Unità, con documenti scritti, piani industriali e editoriali e li si presenti alla redazione. Pertanto ci aspettiamo che l’azienda e gli azionisti smentiscano le ultime indiscrezioni sui numeri degli occupati, facendo chiarezza una volta per tutte. Siamo pronti a ogni forma di lotta in caso di azioni unilaterali”.

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