Filippo Ceccarelli

I 334 raccoglitori dell’archivio dei ritagli stampa di Filippo Ceccarelli donati alla Biblioteca della Camera “possono essere un antidoto al rischio che corre l’informazione che ci fa la cronaca all’istante, ci racconta in presa diretta ogni fatto, ma senza le connessioni con il ‘prima’ e non ci aiuta a capire. E così i fatti rischiano di rimanere come dei coriandoli, privi di nessi, anziché tasselli di un mosaico, strumenti di un’informazione più completa e razionale”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini in occasione dell’incontro nella sala del Refettorio di palazzo San Macuto per la presentazione del Fondo Filippo Ceccarelli alla Biblioteca della Camera, alla presenza del giornalista de “La Repubblica” che ha deciso di donare all’istituzione un patrimonio archivistico raccolto in circa quarant’anni.

Nell’opera di documentazione giornalistica Boldrini ha detto di vedere il simbolo “del valore dell’informazione come sforzo di riflessione” in un momento in cui “il mare dei fatti è diventato un oceano nel quale serve una bussola per orientarsi e questo vale per il giornalismo politico e vale per ogni tipo di informazione che, nella capacità di stabilire connessioni, può arginare le semplificazioni propagandistiche”.

La terza carica dello Stato ha inoltre elogiato “lo spirito di gratuità” che ha mosso Ceccarelli nel far dono della raccolta alla Biblioteca: “Donare, oggi, non è nella top ten dei valori dominanti. Noi ci siamo cresciuti, con certi valori di solidarietà ma oggi ci chiamano ‘buonisti’ e dobbiamo quasi giustificarci per il fatto di rispettare dei valori iscritti nella Costiuzione”.

Boldrini ha ringraziato Ceccarelli, inoltre, per aver scelto l’istituzione parlamentare: “E’ facile immaginare – ha affermato – che l’archivio di Ceccarelli potesse far gola ad altri soggetti pubblici o privati ma per questo dico grazie per la scelta dell’istituzione parlamentare fatta”, una scelta che va “controcorrente rispetto all’aria che tira, che non e’ un’aria propizia per le istituzioni parlamentari”.

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