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“L’attività di Ossigeno è molto importante anche per l’Ordine”, con queste parole il presidente dell’OdG Lazio, Guido D’Ubaldo, è intervenuto al convegno “Chi fermerà le querele pretestuose contro i giornalisti?”, che si è svolto il 27 ottobre e organizzato alla Casa del Jazz di Roma per celebrare la Giornata Mondiale ONU per mettere fine all’impunità dei crimini commessi contro i giornalisti. Il convegno era stato accreditato anche dall’Ordine regionale del Lazio nell’ambito della formazione dei giornalisti.

Una collaborazione che ha sottolineato il presidente D’Ubaldo è stata importante per le numerose attività a sostegno dei giornalisti minacciati e anche per i corsi di formazione erogato dall’Ordine regionale. “Mi fa piacere essere con voi – ha proseguito il presidente dei giornalisti del Lazio – e rinnovo il giudizio sull’importanza della nostra collaborazione che risale a un tempo precedente all’inizio del mio mandato”.

Nel corso dell’evento, il presidente D’Ubaldo ha partecipato al collegamento audio-video con il Giardino della Memoria di Ciaculli (Palermo), dove era in corso una cerimonia in ricordo di Giovanni Spampinato e delle vittime innocenti della mafia, e ha condiviso la proposta del presidente di Ossigeno di organizzare insieme al Giardino della Memoria delle iniziative collegando idealmente due beni confiscati alla mafia e restituiti alla collettività: il Giardino di Ciaculli e la Casa del Jazz, dove si trovano il Pannello di Ossigeno in memoria dei giornalisti uccisi e una lapide che l’elenca 900 vittime innocenti delle mafie.

In merito alla tematica affrontata nel corso di formazione, D’Ubaldo ha affermato: “Il problema delle querele pretestuose è annoso. Sono cambiati tanti governi e non è stato fatto niente. Per questo c’è stata recentemente una nuova mobilitazione dell’Ordine nazionale dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa: abbiamo ribadito la nostra preoccupazione. Speriamo che la proposta di legge sulla diffamazione ora in discussione possa arrivare ad avere contorni più idonei a difendere i giornalisti, perché mettere il bavaglio a giovani cronisti, molti dei quali guadagnano solo 10 euro a pezzo, è una cosa intollerabile. Bisogna lasciare accesi i riflettori sui colleghi minacciati – ha proseguito – come fa l’osservatorio di Ossigeno, che non solo denuncia ma assiste anche dal punto di vista legale questi colleghi, che sono spesso giovani e vedono a rischio la loro attività”.

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