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“I lobbisti sono portatori di interessi privati, i giornalisti di un diritto costituzionale come quello dei cittadini ad essere informati, stabilito dall’articolo 21. Il Movimento cinque stelle, che associa queste due categorie chiedendo all’ufficio di presidenza della Camera di limitare l’accesso e la possibilità di movimento per i lobbisti ed i giornalisti alla Camera, evidentemente non coglie la differenza”. Lo afferma l’Ordine dei Giornalisti del Lazio giudicando grave l’iniziativa di Luigi Di Maio, deputato M5S e vicepresidente della Camera.

“Impedire la libera circolazione ai giornalisti nei palazzi della politica e delle istituzioni – prosegue l’Ordine del Lazio – è un grave atto di limitazione dell’esercizio della libertà di stampa, un argine alla doverosa  trasparenza della vita delle istituzioni che i giornalisti hanno il dovere di raccontare all’opinione pubblica”. “Come ricorda l’Associazione della stampa parlamentare, un precedente simile è solo individuabile nell’iniziativa assunta dal Partito nazionale fascista. Sembra quindi un obiettivo preciso del movimento di Grillo: confinare taccuini e microfoni in aree limitate del palazzo, addomesticando così l’informazione e chi la esercita in nome di un diritto sancito dalla Costituzione”.

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