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I corsi dell’Ordine del Lazio improntati a gratuità, qualità e trasparenza

Intervento della Segretaria dell’Ordine del Lazio Silvia Resta e del responsabile della formazione Carlo Picozza.

La formazione obbligatoria per i giornalisti, come avevamo sostenuto in qualità di consiglieri dell’Ordine regionale del Lazio già mesi fa (con un documento approvato dal Consiglio del 15 aprile), si è rivelata un’imposizione, una modalità vessatoria, un peso aggiuntivo per gli iscritti all’albo. Questo nostro giudizio si è via via rafforzato alla luce dell’esperienza maturata in questi undici mesi dall’inizio della formazione obbligatoria. Nonostante questa posizione, l’Ordine del Lazio ha comunque portato avanti la sua azione di servizio verso gli iscritti, assolvendo ai suoi obblighi, pur dentro contraddizioni, lacune e ritardi generali del regolamento dell’Ordine nazionale.
Il nostro impegno ha prodotto idee e realizzazione di percorsi formativi improntati a tre principi dai quali non vogliamo derogare: gratuità, qualità e trasparenza.

Forti dell’esperienza di questi mesi e consapevoli del malessere diffuso tra i giornalisti sull’obbligatorietà della formazione, indichiamo all’Ordine nazionale e, attraverso questo, al governo, la necessità di una revisione legislativa con un ripensamento dell’obbligatorietà in ragione delle peculiarità del lavoro giornalistico, ben diverse da quelle di altre professioni. Formazione e aggiornamento, infatti, dovrebbero essere funzioni costanti dell’attività quotidiana, alimento giornaliero di ogni professionista dell’informazione. Chi si sottrae a questo, al di là di ogni conteggio di punti, viene di fatto squalificato sul campo dai lettori-ascoltatori, quando non dagli editori.

Silvia Resta (segretaria dell’Ordine del Lazio) e Carlo Picozza (responsabile della Formazione)

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