Il convegno organizzato al Senato.
Il convegno organizzato al Senato.

Ventisei giornalisti uccisi negli ultimi 50 anni, 11 in Italia e 15 all’estero.

Oltre 1400 vittime di minacce, intimidazioni e abusi negli ultimi sei anni, nell’anno in corso si è già a quota 316. Ed è solo la punta dell’Iceberg: si calcola che il numero sia dieci volte superiore, perché tanti giornalisti non denunciano per paura oper sfiducia nella capacità di reazione della comunità. Sono i dati emersi nel convegno ”La libertà di informazione che vorremmo, quella che abbiamo e quella che rischiamo di non avere”, organizzato al Senato da Ossigeno per l’Informazione e Open Media Coalition. ”Intimidire un giornalista, e in Italia sono tanti i giornalisti minacciati, è un vulnus per la libertà d’informazione”, ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso. ”L’Italia occupa nelle graduatorie internazionali sulla libertà di informazione una posizione poco lusinghiera – gli ha fatto eco il presidente della Camera, Laura Boldrini -. Spero che anche iniziative come questa di oggi ci aiutino a sentire più forte il disagio di una tale collocazione”. ”E’ assurdo – ha aggiunto Frank La Rue, Special Rapporteur Onu per la tutela della libertà di informazione – che decenni dopo la dichiarazione dei diritti dell’uomo ci sia ancora la necessità di dare le scorte ai giornalisti, è un fatto grave. La stato deve intervenire, creando un meccanismo di protezione della stampa”. ”E’ una piaga di cui si parla poco e questo è preoccupante. Il rischio – ha spiegato il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato – è l’assuefazione. Non ci mobilitiamo più come abbiamo fatto in passato e come dovremmo”. L’incontro è stato occasione per ascoltare la testimonianza di alcuni giornalisti nel mirino della criminalità come Lirio Abbate, Marilù Mastrogiovanni e Luigi Centore, ma anche per fare il punto sulla norme che regolano il settore e su temi caldi come il diritto all’oblio e il diritto d’autore. Parlando della legge sulla diffamazione approvata alla Camera e ora al Senato, Grasso ha espresso soddisfazione per l’abolizione del carcere per i giornalisti e ha auspicato altri elementi di novità come l’introduzione di ”una sanzione pecuniaria proporzionale alla richiesta risarcitoria infondata per tutte le azioni temerarie”. Quindi un riferimento alla necessità di tutelare i diritti su Internet. ”Condivido la preoccupazione di chi teme limitazioni alla liberta’ di espressione, ma questo – ha affermato – non deve impedire ad uno Stato di difendere i propri cittadini da insulti o minacce”. Una posizione condivisa dal presidente della Camera, Laura Boldrini, secondo cui è necessario difendere la privacy in rete. ”I social media – ha detto – non devono mai trasformarsi in un territorio di rapina, dove le informazioni che riguardano le singole persone diventano, senza alcun consenso preventivo, proprietà di qualcuno interessato a realizzare profitti”. Boldrini ha quindi auspicato un intervento legislativo sul diritto d’autore: ”Spero che in un tempo ragionevole possa venire dai diversi gruppi politici una risposta all’esigenza di aggiornare la normativa tenendo insieme diritti ed interessi”. Sul diritto all’oblio è intervenuto il garante per la Privacy, Antonello Soro. ”La rete non può essere luogo dell’oblio dei diritti – ha sostenuto -. Nello spazio digitale la rappresentazione che si ha di sè dipende solo in parte dall’individuo, per il resto è determinata da altri. L’obiettivo è ricongiungere l’identità digitale con quella reale. Stiamo cercando un punto di equilibrio, da un lato sottraendo informazioni ai motori di ricerca, dall’altro facendo aggiornare le informazioni con dati rilevanti successivi. Abbiamo anche avviato con l’Ordine dei giornalisti un percorso di aggiornamento del codice deontologico, che è predigitale, ed è probabile che si arrivi ad una codificazione puntale di quello che oggi possiamo fare”.

(CAS/ANSA)

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