Cari Colleghi, mi rivolgo a tutti voi perché ritengo che un’attenta riflessione  su questo benedetto o (maledetto) aggiornamento professionale la si debba pur fare.  Sono mesi che predico (invano) durante le riunioni di Consiglio che l’Ordine del Lazio dovrebbe prendere a proposito una netta posizione. Quale? Chiedere un appuntamento al neo ministro della Giustizia, Orlando, (non c’è più la Severino) ed avere con lui un colloquio franco e sereno. La nostra potrebbe essere una “piccola delegazione” formata dal presidente e da un paio di consiglieri con un buon curriculum alle spalle. Si potrebbe spiegare al Guardasigilli che tra i giornalisti (la maggior parte, credetemi) c’è una grande perplessità perché nella nostra professione l’aggiornamento si fa sul campo e non con la teoria. Non siamo medici che, riunendosi a convegno, si comunicano le varie ricerche ed i possibili risultati ottenuti. E poi, mi chiedo, come vien fatto questo aggiornamento? Spesso e volentieri un collega con una brillante carriera alle spalle è costretto a racimolare crediti sentendo una lezione o seguendo un corso svolto da colleghi che hanno una professionalità magari non all’altezza.

Io penso che questa iniziativa avrebbe il plauso di tantissimi giornalisti che continuano a telefonarmi indispettiti da questa situazione. Invito allora quanti la pensano come il sottoscritto a collegarsi con il sito dell’Ordine per sollecitare un incontro on il ministro al fine di risolvere un problema che sta creando non pochi grattacapi a molti giovani e non giovani che hanno scelto di intraprendere la nostra carriera.

Un caro saluto da Bruno Tucci

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