Lirio Abbate

L’inviato dell’Espresso, bersaglio di minacce criminali per la sua inchiesta sui boss romani eredi della banda della Magliana. Già sotto scorta dal 2007 per le intimidazioni ricevute da cosa nostra, a Lirio Abbate diciamo: vai avanti! L’informazione libera non si tocca.
Ospitiamo la nota della redazione dell’Espresso.

Il prezzo dell’informazione libera

Le nuove minacce di morte al giornalista dell’Espresso Lirio Abbate dimostrano che quando si fa informazione accurata e coraggiosa si rischia molto ma si colpisce il cuore dei veri poteri forti. La solidarietà della direzione e dei colleghi.

Da sei anni l’inviato dell’“Espresso” Lirio Abbate vive sotto scorta. Nell’estate del 2007, infatti, fu sventato un attentato davanti alla sua casa di Palermo che gli investigatori misero in relazione alle sue inchieste e a un suo libro sui rapporti tra mafia e politica. Nel luglio scorso, a seguito di un’ inchiesta di copertina sulla malavita a Roma e sugli intrecci tra questa e i mondi della politica e degli affari, Abbate ha ricevuto nuove minacce di morte.

È la dimostrazione che quando si fa informazione accurata e coraggiosa, soprattutto sui rapporti perversi tra politica e criminalità, si rischia molto ma si colpisce il cuore dei veri poteri forti. I quali, come si è visto, usano ogni mezzo per bloccare chi conduce tali inchieste e impaurire chi le pubblica.

Tentativi vani: durante tutto questo tempo Lirio Abbate ha svolto senza condizionamenti e in piena autonomia e libertà il suo lavoro di giornalista investigativo. La Direzione e la Redazione dell’ “Espresso” non faranno venir meno il loro sostegno e nell’esprimergli piena solidarietà lo ringraziano sinceramente e affettuosamente.

Link: http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/12/news/il-prezzo-dell-informazione-libera-1.140855

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