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Sdegno, dolore e rabbia per la morte assurda di Simone Camilli, 35 anni, reporter romano dell’ Associated Press, la cui vita è stata stroncata alla vigilia del ferragosto dall’esplosione di un ordigno a Beit Lahiya, nella striscia di Gaza. Simone ha pagato a caro prezzo il suo compito di informare, la sua presenza nella zona tribolata di un conflitto che si trascina da decenni e che finora ha provocato 1.900 vittime tra i palestinesi e 67 tra gli israeliani. L’Ordine dei giornalisti del Lazio è a lutto ed esprime il suo cordoglio ai familiari, agli amici, ai colleghi di Simone. E si domanda: fino a quando i giornalisti dovranno morire per testimoniare quello che accade in quell’angolo martoriato del mondo?

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